Home DEGUSTAZIONI VINO Bianco Vermentino della Maremma, l’ascesa continua. «Vince la personalità»

Vermentino della Maremma, l’ascesa continua. «Vince la personalità»

La Top ten stilata dal Vermentino Grand Prix e il nostro personale podio, dopo la degustazione con “semplici” appassionati

La “Top ten” del Vermentino Grand Prix. Da sinistra: Santa Lucia – Brigante 2022, Bruni – Perlaia 2021, Podere Cirene – Cirene 2021, Terre Dell’Etruria – Marmato 2022, Tenuta Agostinetto – La Terrazza 2021, Tenuta Dodici – Solo 2021, Terenzi – Balbinvs 2021, Belguardo – Belguardo “V” 2021,  Val Delle Rose – Cobalto 2020, Castelprile Volpaia – Bianco Riserva 2021

Ogni anno è sempre una scoperta. E ogni anno si ha la conferma che la Maremma sta puntando sempre di più al Vermentino come vino chiave, dove si può sentire l’identità di un territorio.

Il Vermentino Grand Prix, giunto alla quarta edizione, è la conferma di questa scelta. Quest’anno ben 60 vini differenti sono stati presentati al concorso, che mette a confronto i Vermentini maremmani, andando non tanto a fare una classifica, ma semplicemente una “Top ten” dei migliori campioni presentati. Dopo le degustazioni avvenute la scorsa primavera, la giuria di tecnici e ristoratori ha scelto i dieci migliori vini, che sono, in ordine alfabetico per azienda, Belguardo – Belguardo “V” 2021Bruni – Perlaia 2021Castelprile Volpaia – Bianco Riserva 2021Podere Cirene – Cirene 2021Santa Lucia – Brigante 2022Tenuta Agostinetto – La Terrazza 2021Tenuta Dodici – Solo 2021Terenzi – Balbinvs 2021Terre Dell’Etruria –Marmato 2022Val Delle Rose – Cobalto 2020.

Il direttore del Consorzio Vini della Maremma Toscana, Luca Pollini, e il presidente Francesco Mazzei

«Il Vermentino Grand Prix è diventato un appuntamento importante di promozione per i produttori e per il brand Maremma – ha spiegato  spiega Francesco Mazzei, presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana – anche in questa occasione, abbiamo avuto la conferma che il Vermentino della Denominazione abbia una grande personalità, non solo nella versione fresca e di facile beva, ma anche in versioni più importanti con processi di vinificazione complessi e periodi di affinamento più lunghi», ricordando che «l’obiettivo dell’iniziativa è quello di alzare sempre più l’asticella ed è evidente che abbiamo intrapreso la strada giusta».

Ma noi abbiamo fatto anche un piccolo passo avanti, rispetto a questa “Top ten”, uscendo dalla degustazione puramente tecnica e andando a fare una sorta di piccolo esperimento, riassaggiando alla cieca tutti e dieci i vini. I degustatori, però, erano semplici appassionati, o più semplicemente consumatori, che hanno potuto valutare i vini senza troppi tecnicismi, ma andando più semplicemente all’essenza del gusto personale.

I vini in degustazione sono stati serviti alla stessa temperatura, seguendo una sola regola: prima i due vini più giovani, dell’annata 2022, poi i 7 dell’annata 2021 e infine l’ultimo del 2020. A parte sapere annata e, ovviamente, che fossero tutti Vermentini della Maremma, al piccolo panel di degustazione non è stata fornita altra informazione.

Prima di passare al nostro personalissimo e contestabilissimo podio (ripeto, lo abbiamo fatto un po’ per gioco, senza alcuna reale valenza), alcune considerazioni arrivano dall’assaggio dei vini. Tutti e dieci i vini avevano di certo la stessa impronta: aromaticità spiccata iniziale (chi più intensa, chi più austera), con note di frutta bianca, ma anche fiori e leggere note di erbe aromatiche e macchia mediterranea, completate al sorso da una buona acidità ma, soprattutto, da un’ottima sapidità. Tutti vini dalla notevole qualità media.

Le due bottiglie dell’annata 2022 sono risultate le più “semplici” (ma non banali) e forse un po’ acerbe, dall’intensità più netta, ma complessità inferiori. Le annate 2021 e 2020 si sono dimostrate più mature, più ampie al naso, riuscendo a mantenere in quasi tutti i campioni un’ottima bevibilità. Solo in un paio di occasioni la complessità di bouquet si è poi tramutata in bocca in un sorso un po’ più stancante, anche se piacevole.

( NOTE DI WINETASTE Come ho piu’ volte sottolineato, anche per le tipologie a bacca bianca, l’affinamento in bottiglia di almeno uno o due anni compie veri e propri miracoli. E’ un grande errore degustare una bottiglia nella primavera successiva alla vendemmia, non coglieremmo tutto quanto quel vino potrà riservarci dopo almeno un anno di affinamento in bottiglia ! )

Ed ecco il nostro podio, che unisce i giudizi degli appassionati al mio. La virtualissima medaglia di bronzo se l’è aggiudicata il Bianco Riserva 2021 di Castelprile – Volpaia: un vino dove oltre alle note di frutta ed erbe aromatiche, si iniziavano a sentire note di spezie dolci, di zafferano, e anche un leggero miele. Complessità che poi in bocca veniva sostenuta da un’ottima bevibilità. In seconda posizione, invece La Terrazza 2021 di Tenuta Agostinetto, dove ci ha stupito trovare, nell’ampio spettro di profumi, anche sensazioni di idrocarburo, con una complessità notevole.

La “Top ten” del Vermentino Grand Prix

Infine il nostro personalissimo primo premio va a Belguardo V di Tenuta di Belguardo. È stato il vino che ha maggiormente stupito per complessità olfattiva, dalla frutta ai fiori, passando da erbe aromatiche (timo e rosmarino) fino a una leggera macchia mediterranea e primi accenni di pepe bianco. In bocca la bevibilità fa il resto del gioco, con una lunghezza finale notevole.

«Da questa edizione – spiega il direttore del Consorzio Luca Pollini, andando a confermare quanto evidenziato dagli assaggi – emerge una netta predominanza dei vini più complessi e maturi rispetto a quelli dell’annata più recente, cosa che fa ben sperare per il futuro. In effetti il Vermentino conferma la sua capacità di dare vini complessi, di ottima struttura e longevi come i grandi vini rossi».

E conclude: «La provincia di Grosseto, con 938 ettari, rappresenta il 50% del vigneto toscano di Vermentino ed è il territorio dove il vitigno sta crescendo con le percentuali più alte, oggi la Maremma Toscana è l’areale di coltivazione più importante della Penisola per il Vermentino».

 

Per comprendere i contorni del fenomeno Vermentino Doc della Maremma Toscana è sufficiente osservare i numeri: lo stesso è passato «da circa 33.700 quintali di uva rivendicati nella vendemmia 2020 a 37.150 quintali di quella 2021 agli oltre 43.300 quintali della vendemmia 2022. Tanto che oggi rappresenta il 34% dell’intero quantitativo di uve rivendicate alla Doc Maremma Toscana nell’ultima vendemmia», sottolinea Mazzei aggiungendo che «il successo deriva proprio dalla tipologia particolarmente versatile e dal lavoro di squadra di viticoltori e Consorzio; i primi hanno unanimemente intrapreso un percorso di crescita qualitativa, il secondo lavora costantemente a iniziative di valorizzazione e di promozione».

( Fonte Identitagolose.it )