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CARMENERE, VINO CILENO

Sia per la situazione politica ma anche per la scadente qualità dei suoi vini, il Cile fine agli anni ’60 non era sicuramente apprezzato per la sua produzione vitivinicola. La situazione si è completamente modificata invece intorno agli anni ’80 e ’90 quando i vignaioli cileni hanno compreso l’importanza di INVESTIRE in tecnologie moderne coinvolgendo nei loro progetti anche enologi di fama mondiale.

 

 

Ora qui si producono vini che stanno riscuotendo successi in campo mondiale quale il Cabernet Sauvignon “Don Melchor” prodotto da uno dei colossi cilene Concha Y Toro, vino che ha ottenuto moltissimi riconoscimenti internazionali, e ogni annate del quale viene considerata tra i top ten dei migliori vini del mondo.

Vorrei comunque soffermare la nostra attenzione al Carmenere, vino che prende il nome dall’omonimo vitigno, (parente del Cabernet secondo alcuni o del Merlot secondo altri), che raffigura a pieno la produzione cilena. Questa varietà originaria del Bordeaux dove venne sterminata dalla filossera scomparendo quasi totalmente dalla Francia molti anni addietro, in Cile, invece, dove questa malattia non ha provocato danni, ha trovato le migliori condizioni di sviluppo e oggi sono più di 9000 gli ettari coltivati, tanto che sta emergendo come un vitigno proprio del Cile.

Lo troviamo anche in Italia in alcuni zone del Veneto e del Friuli dove venne introdotto perché “confuso” con il Cabernet Franc. Molto interessante è il lavoro di scoperta che ha fatto un’ importante azienda, Cà del Bosco della Franciacorta, che ha portato alla produzione del Carmenere, un vino fatto con Carmenere in purezza, e l’etichetta della bottiglia, che raffigura un lupo con pelle di pecora rappresenta l’inganno che questo vitigno ha creato in questi due secoli, dal suo arrivo in Italia.

Torniamo in Cile, dove il Carmenere sta conoscendo una rinascita grazie soprattutto al successo ottenuto dal Grande Vidure, vino ottenuto con questo vitigno e prodotto dalla Vina Carmen nella regione del Maipo, un distretto che segue il fiume omonimo, che va dalle Ande sino alla costa e include anche la grande città di Santiago. Il terreno di questa zona, limoso, ricco di minerali e ben drenato è considerato il più fertile del Cile e la combinazione con un clima che assomiglia a quello mediterraneo, da luogo a vini rossi di alta qualità.

Il Carmenere ha caratteri particolari e inconfondibili, buono da giovane e anche adatto all’invecchiamento, è inoltre un vino adatto a tutto pasto e la sottolineatura ideale per arrosti, sia di carne bianca che rossa, cacciagione e formaggi stagionati. Va servito in calici ampi a una temperatura fra i 16 e 18°C.

QUESTE SONO INOLTRE LE CARATTERISTICHE DI QUESTO VINO: HA COLORI ROSSO RUBINO E PROFUMI MOLTO INTENSI E COMPLESSI. MA È SOPRATTUTTO AL GUSTO CHE SI IDENTIFICA PER LA PREPONDERANZA DEGLI AROMI PRIMARI RICONDUCIBILI AL SAPORE DELL’UVA; LE NOTE DI FRUTTA ROSSA E LE SFUMATURE ERBACEE SONO APPENA PERCETTIBILI. E’ INOLTRE, UN VINO DI CORPO E ARMONICO.

 

 

( Fonte http://12alle12.it/ )

 

 

P.S. ) Ricordo questo mio articolo seguito ad una mia visita in Cile : 

 

 

 

https://www.winetaste.it/my-best-wine-of-2010-is-vik-2009/

 

 

 

Buona lettura

RG

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Giudice degustatore ai Concorsi Enologici Mondiali più prestigiosi tra i quali:

» Il Concours Mondial de Bruxelles che ad oggi ha raggiunto un numero di campioni esaminati di circa n. 9.080, dove partecipo da 13 edizioni ( da 9 in qualità di Presidente );

>>Commissario al Berliner Wine Trophy di Berlino

>>Presidente di Giuria al Concorso Excellence Awards di Bucarest

>>Giudice accreditato al Shanghai International Wine Challenge

ed ai maggiori concorsi italiani.