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FEDERBIO RISPONDE ALLE ACCUSE DEL QUOTIDIANO LA REPUBBLICA

Paolo Carnemolla risponde a Federico Rampini secondo il quale l’agricoltura biologica contribuirebbe al processo di deforestazione 


 


 Al Direttore di La Repubblica


 


In relazione all’articolo “Asia, allarme carburanti verdi, così danneggiano l’ambiente”, ci incuriosisce la dichiarazione secondo la quale l’agricoltura biologica contribuirebbe all’aumento della deforestazione dato che richiederebbe “terreni coltivabili tre volte superiori al normale”. Possiamo infatti assicurare che l’esperienza pratica quotidiana delle 44.733 aziende agricole biologiche italiane non registra il fantastico calo di produzione del 66.66%, logica conseguenza dell’affermazione di Federico Rampini.


 


Siamo anche in grado di tranquillizzare lui e i lettori di La Repubblica: nessuno dei 1.067.102 ettari a coltivazione biologica ( 11.08% rispetto al 2004) è frutto di disboscamento selvaggio (almeno in epoca moderna: non possiamo garantire sul medio-evo). Al contrario le aziende biologiche piantumano siepi ed essenze arboree per dare ospitalità ai predatori dei parassiti, curano laghetti, stagni e altri elementi di naturalità indispensabili per l’equilibrio dell’entomofauna e per rivitalizzare un paesaggio che l’agricoltura chimica, che sembra l’articolo proponga come un’alternativa “ecologica”, ha devastato in pochi decenni.


 


Ecco perché solitamente le aziende biologiche hanno dimensioni medie superiori. In un quadro di controlli e certificazioni europee, nelle aziende biologiche, poi, non si utilizza neppure un grammo delle sostanze chimiche di sintesi che, stando ai dati riportati nell’articolo, rendono altamente tossico il 58% dei fiumi della Cina. In sostanza, l’articolo è incompleto: per disattenzione è saltato un box il cui contenuto poteva essere “Attenzione: parlare a vanvera su un argomento sin troppo serio può peggiorare il riscaldamento globale e altri disastri ecologici”.


 


Il Presidente di Federbio


 


Paolo Carnemolla


( Fonte Greenplanet )