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Mamoiada capitale del vino, 100 cantine

Consorzio Mamoja nel paese dei Mamuthones, export nel mondo

 

(ANSA) – CAGLIARI, 31 OTT – L’eno-economia da vigneto di Mamoiada è nei numeri dell’associazione “consorzio” Mamoja, che raccoglie gran parte dei produttori di vino del paese dei Mamuthones. Circa 100 soci, in gran parte aziende familiari, che producono e mettono in botte per consumo interno. Ma ci sono anche le bottiglie con design e marchi. In quindici imbottigliano e fanno girare il vino di Mamoiada per la Sardegna, per l’Italia e per il mondo. Ormai non c’è più manifestazione dove non ci sia una bottiglia di Mamoiada.

Cantine di tutte le dimensioni: si parte da 500 bottiglie all’anno ma c’è chi arriva a quindicimila. Per non parlare dei big della produzione locale come Puggioni e Sedilesu che viaggiano su altre cifre e che sono realtà consolidate nel panorama viticolo anche internazionale.

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Ora si sta affacciando sul mercato anche la piccola produzione di nicchia. Un esempio è Vigne Muzanu, piccola azienda formata da moglie, marito e zio. Realtà partita da una vigna di un ettaro e mezzo, ora produce 1.500 bottiglie. Tanta voglia di andare avanti. Contatti in tutta Italia: nelle settimane scorse un colosso delle telecomunicazioni, con alcuni emissari, è stato ospitato per uno “spuntino” nelle campagne di Muzanu che danno il nome all’azienda. Risultato? Un ordine per regalare ai dipendenti, per le feste, una bella bottiglia di vino. “Sono rimasti molto soddisfatti – racconta Salvatore Mele , 38 anni, che con la moglie Fabiana Gungui e lo zio Emanuele Deiana manda avanti l’attività – sia della giornata trascorsa da noi, sia del vino.

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A Mamoiada il vino è quasi uno status symbol: tutti lo fanno. Con il consorzio e un unico marchio stiamo cercando di muoverci in maniera più organizzata. Approfittando del fatto che qui l’aria è decisamente cambiata: il turismo, trainato anche dalla cultura e dal Museo delle maschere, è una realtà con la quale stiamo facendo i conti. E tutto il paese, nei diversi settori dal settore ricettivo all’artigianato, dal pane e formaggio, dolci e marmellate si sta facendo trovare pronto. Il vino è e può continuare ad essere uno degli attrattori”. E si guarda sempre avanti: “puntiamo a 5/6000 bottiglie”.(ANSA).