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Olio di semi? Sì, ma sano

 

Il progetto Mac-Oils, coordinato dallIsa-Cnr e presentato oggi ad Avellino, mira a studiare e garantire gli olii alimentari presenti in sempre maggiore quantit sul mercato, dove lextravergine ancora minoritario


 


 


L’Italia il secondo produttore europeo di olio di oliva, con una produzione nazionale media di oltre 6 milioni di quintali, due terzi dei quali extravergine garantito da 37 denominazioni di origine protetta (Dop); il consumo nazionale di 14 kg. pro-capite, circa 850.000 tonnellate medie annue. Un patrimonio della cultura alimentare mediterranea che rappresenta un baluardo nella prevenzione di alcune patologie quali il cancro, larteriosclerosi, lobesit e altre malattie cardiovascolari.


Ma accanto a questo alimento, unanimemente riconosciuto come il migliore grasso vegetale, sottolinea Gian Luigi Russo, ricercatore dellIstituto di scienze dellalimentazione (Isa) del Cnr di Avellino e coordinatore del progetto, del tutto nuovo e aperto il dibattito sugli effetti sulla salute delluomo dei diversi tipi di olii di semi, anche in seguito allintroduzione di nuovi olii alimentari sul mercato.


Per quanto riguarda lUnione Europea, al primo posto nella produzione di olii vegetali vi lolio di colza, seguito dagli olii di soia, oliva, girasole, mais e lino. Riguardo ai consumi, invece, gli olii vegetali utilizzati maggiormente nellUe sono, in ordine decrescente, quelli di: colza, palma, soia, girasole, oliva, mais ed arachide. Nel loro uso alimentare, essi sono consumati direttamente (condimento di piatti a crudo o per cottura), ma sono soprattutto incorporati in prodotti dellindustria alimentare come margarine, panna e creme vegetali, maionese, salse, conserve vegetali e di pesce, prodotti dolciari.


Il mercato della globalizzazione sta ampliando le possibilit di scelta del consumatore, che tuttavia rimane disorientato di fronte ai diversi tipi di olii alimentari che si trovano in commercio”, commenta il ricercatore del Cnr. “La maggior parte hanno una presenza consolidata da anni, mentre altri, essendo comparsi solo recentemente, necessitano di garanzie di qualit e sicurezza adeguate.


La ricerca pu dare un contributo essenziale alla garanzia di olii alimentari pi sicuri, di elevata qualit e sani dalla tavola ai campi, fornendo cos al consumatore la possibilit di scegliere quali olii vegetali introdurre nella propria dieta, a cominciare da quelli prodotti nel Paese in cui vive. Il che verr presentato oggi, 18 gennaio, presso la sede dell’Isa-Cnr (Avellino, via Roma) con la partecipazione del direttore dellIstituto, Antonio Malorni, di Gian Luigi Russo e dei rappresentanti delle organizzazioni partecipanti – nasce proprio dalla esigenza di fornire strumenti per migliorare la produzione agricola, la prima trasformazione, la conservazione del prodotto finito e le regole nutrizionali per il consumatore finale. Il progetto, della durata di due anni, finanziato dalla Commissione Europea nellambito del VII Programma Quadro – Qualit e sicurezza alimentare – e prevede la realizzazione di otto atelier tematici, nei quali i ricercatori esploreranno tutte le problematiche relative alla sicurezza di otto olii vegetali.


Lolio che si ricava dai semi di soia, precisa ad esempio Russo, completo dal punto di vista nutrizionale perch contiene lacido linoleico (50% circa) e lacido linolenico (8% circa). Basti pensare che 20 grammi di olio di soia non raffinato soddisfano il fabbisogno giornaliero di entrambi i grassi essenziali. O ancora lolio di argania, prodotto dalla Argania spinosa, endemica dei Paesi del Maghreb, che dai pochi studi disponibili in letteratura sembra avere un effetto ipocolesterolemico, e quindi potrebbe essere indicato per persone a rischio di arteriosclerosi. Tuttavia, prima di raccomandarne il suo consumo abituale necessario valutare con studi a lungo termine gli effetti di questo tipo di olio su un maggior numero di markers biologici di rischio cardiovascolare.


Attualmente, in Italia, si osserva un aumento del consumo di olii di semi da frittura e degli olii di palma, nascosti nei prodotti da forno sotto lambigua dizione di olii vegetali. Lolio estratto dalla palma Elaeis giuneensis viene importato soprattutto da Malesia e Indonesia, e per il notevole contenuto di grassi saturi a catena lunga quello potenzialmente pi dannoso per il cuore e le arterie.


Con le informazioni fornite dal progetto MAC-Oils, conclude il coordinatore, si potranno valorizzare gli olii di semi pi adatti allimpiego a crudo o per cottura o nei prodotti dolciari. Inoltre, si potrebbero mettere a disposizione dei consumatori nuovi olii con componenti bioattive estratte da pi vegetali, da utilizzare come alimenti funzionali, per il miglioramento della salute.


Il partenariato del progetto molto ampio ed costituito da centri di ricerca, universit e centri specializzati di Italia, Francia, Spagna, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Cipro, Israele, Marocco, Tunisia, Argentina e Brasile. Il coinvolgimento delle aziende di produzione e trasformazione appare fondamentale in termini di diffusione dei risultati della ricerca, infatti MAC-Oils si propone di fornire alle imprese che parteciperanno alle attivit tutte le informazioni di supporto per facilitare l’accesso agli strumenti di finanziamento dell’innovazione dedicati alle piccole e medie imprese dal VII Programma Quadro.


 


Roma, gennaio 2007


 


La scheda


Chi: Istituto di scienze dellalimentazione


Che cosa:  presentazione del progetto MAC-Oils Mapping and Comparing Oils sulla qualit degli olii alimentari


Dove: Avellino, Isa-Cnr Via Roma


Per informazioni: Gian Luigi Russo, Istituto di scienze dellalimentazione del Cnr  – tel. 0825/299331; cell. 329/9064414, e-mail glrusso@isa.cnr.it