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Scandalo in Regione, il capogruppo Monari si fa rimborsare le cene di beneficenza

Beneficenza a spese dei contribuenti. Da portavoce di La Forgia a capogruppo: una scalata inarrestabile

 

Bologna, 30 ottobre 2013 – E’ MARCO MONARI, capogruppo del Pd in viale Aldo Moro, il consigliere che partecipò a due cene di beneficenza e poi si fece rimborsare il prezzo dalla Regione. Beneficenza a spese dei contribuenti, insomma. Le cene in questione erano organizzate dall’Ant, ente benefico assolutamente ignaro del fatto che qualcuno potesse poi chiedere il rimborso di quanto pagato per la cena. Normalmente il prezzo per questi eventi di raccolta fondi si aggira sui 100-150 euro a persona ed è possibile pagare anche con il bancomat o la carta di credito.

 

DALL’ENORME mole di documenti al vaglio della Guardia di finanza e della Procura, che indagano sulle presunte spese ‘pazze’, sono emerse appunto le due cene visionando il rendiconto della carta di credito in uso a Monari quale capogruppo. Ovviamente l’interessato potrà spiegare l’accaduto quanto verrà sentito dai pm. In teoria potrebbe essere anche stato un altro consigliere a partecipare alle cene, pagate però con la carta in uso a Monari. Oppure l’esponente Pd potrà giustificarsi in altro modo. L’unico rimborso che ammette la legge, comunque, è quello legato all’attività istituzionale del gruppo.

Monari, come gli altri otto capigruppo, è indagato per peculato. La loro iscrizione è avvenuta nei giorni scorsi in quanto erano loro a firmare i rendiconti che poi venivano esaminati dai revisori dei conti e, se approvati, messi a rimborso. Nei prossimi giorni gli stessi capigruppo potrebbero ricevere dalla Procura degli inviti a comparire per presentarsi davanti ai pm e fornire spiegazioni in merito alle accuse che verranno loro contestate. Nelle prossime settimane, inoltre, gli inquirenti dovrebbero chiudere la prima fase dell’inchiesta, relativa al periodo giugno 2010-dicembre 2012, contestando le singole spese ai consiglieri che le hanno effettuate. Ai nomi dei capigruppo, dunque, dovrebbero aggiungersi molti altri indagati.

Tornando a Monari, anche ieri non ha voluto rilasciare commenti, nonostante l’uscita sui giornali di notizie che lo riguardavano in merito a numerose cene in locali di lusso. Stando alle carte in mano agli inquirenti, infatti, Monari spese con la sua carta da capogruppo circa 30mila euro in 19 mesi in pasti. Molto spesso per cene o pranzi da due-tre commensali, in locali tipo ‘Le Calandre’ del famoso chef Alajmo (con conti da 340 o 689 euro), ‘La Rosetta’ o ‘L’ostrica’ a Roma (424 e 300 euro), il ‘San Domenico’ di Imola o il bolognese ‘Rodrigo’. Risultano anche due cene a distanza di poche ore nella stessa sera.

Nonostante queste notizie, il capogruppo, ‘assediato’ dai media, continua la strategia del silenzio, rifiutandosi di fornire spiegazioni. Dal suo staff filtra che Monari vuole aspettare le contestazioni dei pm prima di parlare. Lunedì in Regione non si è visto, mentre martedì c’è la riunione dei capigruppo.

Monari, 52 anni, «diplomato — spiega il suo sito — e iscritto all’Ordine dei giornalisti», ha iniziato la carriera tanti anni fa come portavoce dell’ex governatore Giuseppe La Forgia. Da allora la scalata è stata inarrestabile, prima come consigliere in Regione poi, dal 2007, come capogruppo.

In estate è stato vittima di una ‘disavventura’ stradale, fermato dai carabinieri in viale Pietramellara alla guida della sua auto e pizzicato positivo all’etilometro, con un tasso di poco inferiore a 0,80 (il limite consentito è 0,50). Allora parlava ancora ai giornali e spiegò l’accaduto così: «Non è che fossi ubriaco, venivo da una cena… Avevo mangiato normalmente, siamo nell’alveo dei due bicchieri di vino e un limoncello…».

 

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( Fonte www.ilrestodelcarlino.it )

 

P.S. ) Evito ogni commento….in quanto non esistono parole civili per farlo, solo una : VERGOGNA