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50 anni fa il Barolo era imbevibile

Oggi ospito volentieri la recensione di un amico sommelier incontrato su un social network, che molto gentilmente ha condiviso questa bella esperienza degustativa con tutti noi !

Grazie e buona lettura

RG

 

 

“50 anni fa il Barolo era imbevibile”.

 

Chissà quante volte avrete sentito pronunciare questa frase dai vostri nonni o dai vostri padri nel descrivere il Re dei vini d’antan, quello che si faceva con metodi tutt’altro che “tecnologici” come diremmo oggi ma, al contrario, pigiando e macerando tutto ciò che la vigna offriva. Chissà. Diradamento? Chi era costui….neppure l’ombra. Ma ad Aldo Conterno, in quel di Monforte, poco importava di porsi tante domande. A lui importava l’essenza, l’arte di trasmettere, con estrema semplicità, quello che il grande terroir monfortino sapeva offrire. Una terra benedetta la Bussia, certo, terra del Barolo austero ma elegante allo stesso tempo, una sorta di “zona cuscinetto” tra i Nebbioli gentili di La Morra e Barolo e quelli momumentali di Serralunga. Ma veniamo al nostro vino.

Ciò che già ci sorprende sono le sensazioni visive: un granato piuttosto carico per l’età, che sfuma in un’unghia aranciata con riflessi mattone. Al naso parte ermetico, ma è solo una preparazione all’esplosione. Lentamente gli effluvi di piccoli frutti sotto spirito e spezie macerate lasciano spazio a sentori più affascinanti di terra e cuoio umidi, fungo, macis, polvere da sparo, goudron, cannella, erbe aromatiche essiccate, note ferrose. Olfatto ancora di ottima intensità, ampio, continuo.

Al palato è corrispondente: le sensazioni avvertite all’olfatto vengono esaltate nella loro parte speziata e minerale, con una fascinosa nota retroolfattiva di terra umida e cacao amaro. Un vino vivo, evoluto alla perfezione, una fotografia tutt’altro che sbiadita dello splendido terroir monfortino, lasciataci da uno dei suoi interpreti più significativi. Da abbinare ad un caminetto acceso, una luce soffusa e al silenzio.

 

 

( di Alessandro Megna- Sommelier professionista )

 

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Giudice degustatore ai Concorsi Enologici Mondiali più prestigiosi tra i quali:

» Il Concours Mondial de Bruxelles che ad oggi ha raggiunto un numero di campioni esaminati di circa n. 9.080, dove partecipo da 13 edizioni ( da 9 in qualità di Presidente );

>>Commissario al Berliner Wine Trophy di Berlino

>>Presidente di Giuria al Concorso Excellence Awards di Bucarest

>>Giudice accreditato al Shanghai International Wine Challenge

ed ai maggiori concorsi italiani.