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A Lapio il recupero del Lambiccato

Grazie al progetto Metodo Nobile è stata prodotta una qualità di miele dalle particolari caratteristiche aromatiche e recuperato un vino che appartiene alla tradizione rurale dell’Irpinia

 

Si è tenuto mercoledì 25 Maggio 2022  presso il palazzo Filangieri nel centro del Comune di Lapio (AV), la presentazione dei primi risultati del Progetto Operativo di Innovazione NOBILAPIO, finanziato nell’ambito della Strategia di Sviluppo Locale del GAL ATS AISL (GAL Irpinia Sannio – GAL CILSI) – PSR CAMPANIA 2014 – 2020.

L’obiettivo del progetto è quello di verificare scientificamente l’effetto sulle caratteristiche dei prodotti, ovvero del miele e delle uve, attraverso due cicli di applicazione del Metodo Nobile.

Il disciplinare, oltre a vietare il diserbo e l’uso di prodotti di sintesi, impone la semina di prati melliferi in vigna e la presenza di apiari tra i filari.

 

La verifica avviene anche attraverso la valutazione dell’influenza di questo metodo sui lieviti delle uve, che rappresentano gli agenti responsabili della trasformazione del mosto in vino. In particolare, considerando che le api sono i vettori dei lieviti sulle uve, viene valutato l’effetto della presenza degli apiari nei vigneti e sulla distribuzione di lieviti autoctoni di interesse enologico. Detti lieviti sono fondamentali per la produzione di vini tipici con caratteristiche peculiari, correlate allo specifico terroir.

 

 

Tra i primi risultati del progetto, raggiunti al termine della sperimentazione 2021-2022, vi sono quelli relativi alla produzione di una qualità di miele dalle particolari caratteristiche aromatiche e al recupero di un vino rurale, il lambiccato di Fiano. Si tratta di un nettare che appartiene alla tradizione di Lapio ma che è praticamente scomparso, perché i lieviti moderni non ne permettevano la produzione.

 

 

Col metodo Nobile attraverso il quale le api trasportano particolari lieviti la cui attività cessa intorno ai 9 gradi, questa specificità potrà permettere un ritorno a quello che era definito il vino della festa contadina, quello della domenica con il quale si usava accompagnare dolci e le torte. Veniva quindi considerato un vino di fine pasto, da servire insieme all’ultima pietanza per un brindisi che onorava così un pranzo più ricco e comodo.

“Interessante il progetto, che fa dialogare eccellenze produttive del nostro territorio, grazie alla ricerca e alla sperimentazione. Importante il ruolo dei Gal che, ancora una volta, so confermano agenzie di sviluppo, sentinelle del territorio alla ricerca di best practice – dichiara il consigliere regionale Maurizio Petracca – Nobilapio che fa diaolgare vitivinicoltura e apicoltura. Davvero un connubio ricco di suggestioni. Il nuovo PSR deve tenere conto di queste specificità territoriali e accompagnare con attenzione le nuove dinamiche di crescita. La Regione Campania c’è. Bene l’Irpinia che fa innovazione”.

 

Vino lambiccato che cos’è e dove comprarlo?

Dolce, vellutato armonico. Queste sono alcune delle caratteristiche del vino lambiccato. Si tratta di un particolare tipo di vino prodotto nelle zone tra i Monti Alburni e il Cilento interno, con esattezza nel comune di Castel San Lorenzo. Ma come viene prodotto questo particolare vino e quali sono le sue proprietà? Ecco qualche informazione in più.

Come viene prodotto il vino lambiccato

Il lambiccato è un vino prodotto con una particolare tecnica. L’uva viene raccolta e posta in cassette di legno dove resta fino a quando il graspo da verde diventa marrone. Avviene cioè nel legno un processo di essiccazione della parte corrispondente all’asse centrale del grappolo d’uva con le sue ramificazioni. Solo allora l’uva viene pigiata e dopo alcuni giorni pressata.

La pressatura viene succeduta da una fase delicata, lunga e particolarmente importante. È proprio questa fase, infatti, a dare il nome al vino. La “lambiccatura” è la filtratura del vino nei “cappucci” di cotone detto alambicchi. Lambiccato significa anche distillato, un processo di distillazione particolarmente prezioso che regala goccia dopo goccia questo vino. Questa operazione in passato veniva ripetuta più volte, in modo da impoverire il mosto vino delle materie fosfatiche ed azotate che sono gli alimenti dei lieviti della trasformazione degli zuccheri in alcool. In tal modo si interrompeva la fermentazione.

Dopo una quindicina di giorni, i lieviti residui riprendevano la fermentazione e quindi bisognava ripetere la filtrazione. Oggi i vini filtrati dolci sono prodotti con filtri a piastre, con alte pressioni e in tempi decisamente più brevi.

Il Moscato lambiccato di Castel San Lorenzo

Il risultato finale è un nettare liquoroso dolce, con pochi gradi alcolici, di colore giallo-oro, con leggero sentore di ginestra.

Il lambiccato era il vino della festa contadina, quello della domenica. Si onorava così un pranzo più ricco e comodo, da fare tutti insieme seduti intorno alla tavola. Era anche il giorno dei dolci, più poveri di quelli a cui siamo abituati ma che rappresentavano, all’epoca, un vero lusso. Tradizionalmente, dunque, l’abbinamento migliore è proprio con i dolci di fine pasto.

Il Castel San Lorenzo Moscato lambiccato è un vino D.O.C. la cui produzione è consentita nella provincia di Salerno, in particolare nel paese di Castel San Lorenzo. Questo tipo di vino presenta alcune caratteristiche organolettiche peculiari:

  • colore: paglierino più o meno intenso.

  • odore: caratteristico, delicato.

  • sapore: dolce, vellutato, armonico.

I vitigni che rientrano nella composizione del vino Castel San Lorenzo D.O.C. Moscato lambiccato sono Moscato bianco min.85%. La eventuale frazione restante si riferisce a vitigni con bacca dello stesso colore, autorizzati per la regione Campania.

Le altre tipologie della denominazione Castel San Lorenzo D.O.C.

Il lambiccato di Castello ha dunque uno specifico disciplinare e queste sono le tipologie di vino ufficialmente riconosciute per la denominazione Castel San Lorenzo D.O.C.:

  • Castel San Lorenzo D.O.C. Aglianicone, prodotto in Campania di Gruppo Aglianico e tipologia Fermo

  • Castel San Lorenzo D.O.C. Barbera, prodotto in Campania di Gruppo Barbera e tipologia Fermo

  • Castel San Lorenzo D.O.C. bianco Campania, prodotto in Campania di Gruppo Uvaggi bianchi e tipologia Fermo

  • Castel San Lorenzo D.O.C. Moscato lambiccato, prodotto in Campania, Gruppo Moscati, Tipo spumante

  • Castel San Lorenzo D.O.C. Moscato passito, prodotto in Campania, Gruppo Moscati, Tipo passito

  • Castel San Lorenzo D.O.C. Moscato, prodotto in Campania, Gruppo Moscati, Tipo Fermo

  • Castel San Lorenzo D.O.C. rosato, prodotto in Campania Gruppo Vini rosati, Tipo fermo

  • Castel San Lorenzo D.O.C. rosso, prodotto in Campania, Gruppo Uvaggi rossi, Tipo fermo

Dove comprare il Lambiccato D.O.C.?

Il Lambiccato D.O.C., lo abbiamo detto, è tipico del territorio di Castel San Lorenzo ed è lì che troviamo i più pregiati esempi di questo tipo di vino. Se però non ti è semplice raggiungere questo piccolo centro del Cilento puoi affidarti al nostro e-commerce Cilento Commerce. Navigando all’interno del nostro store on line scoprirai le tantissime eccellenze del Cilento offerte direttamente dai produttori locali. Scoprirai gusti e ricette originali e potrai ordinarli e riceverli direttamente a casa tua. Scopri il Lambiccato Moscato dolce e tutti gli altri vini della nostra selezione.

Come bere il lambiccato

Bevuto ad una temperatura che oscilla tra i 6 e gli 8 gradi il lambiccato di Castel San Lorenzo, grazie al suo tenore alcolico che è di 8,5%, si lascia bere con una grande facilità. L’abbinamento tipico è quello con la biscotteria e la pasticceria secca tradizionale. Si tratta infatti di un vino particolarmente indicato per chiudere il pasto. Tuttavia è interessante anche l’accostamento con piatti salati che ne abbassino la sensazione zuccherina per esaltarne l’acidità.

Provalo con cibi particolarmente salati come i salumi freschi e alcuni tipi di formaggi stagionati. È indicato, anche,  per l’aperitivo, in abbinamento a molluschi e crostacei. Un aperitivo di classe, dunque, come il Moscato lambiccato di Castel San Lorenzo.

 

( Fonte Cilentocommerce.com )

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Giudice degustatore ai Concorsi Enologici Mondiali più prestigiosi tra i quali:

» Il Concours Mondial de Bruxelles che ad oggi ha raggiunto un numero di campioni esaminati di circa n. 9.080, dove partecipo da 13 edizioni ( da 9 in qualità di Presidente );

>>Commissario al Berliner Wine Trophy di Berlino

>>Presidente di Giuria al Concorso Excellence Awards di Bucarest

>>Giudice accreditato al Shanghai International Wine Challenge

ed ai maggiori concorsi italiani.