Home Concorsi CONCORSI ENOLOGICI Bollicine Metodo Italiano: dopo 80 anni, finalmente una scheda nuova di valutazione

Bollicine Metodo Italiano: dopo 80 anni, finalmente una scheda nuova di valutazione

La scheda ufficiale è ok per ini spumanti metodo champenoise, metodo cava, metodo tradizionale o classico ma non per lo charmat

 

 

Purtroppo la scheda di OVSE non è stata ancora recepita da nessun organismo “autorevole”, perché?

 

BOLLICINE METODO ITALIANO: FINALMENTE UNA SCHEDA SENSORIALE AUTONOMA

Da sempre, tutte le commissioni di degustazione, private e pubbliche, di concorsi ufficiali e non, in Europa e in Italia, hanno sempre usato la stessa scheda di valutazione analitica dei vini con le bollicine, sia frizzanti che spumanti, sia metodo della rifermentazione in bottiglia sia metodo della fermentazione in autoclave, semplice o doppia.

E’ noto che la scheda usata ufficialmente è stata realizzata e tarata da esperti enologi e produttori circa 80 anni fa, cioè sulla base di analisi e parametri legati alla produzione di vini spumanti metodo champenoise, metodo cava, metodo tradizionale o classico. I vini frizzanti italiani e i vini spumanti italiani principalmente ottenuti (9,5 bottiglie su 10 in totale) con metodo “delle autoclavi” sono sempre stati valutati con la scheda per i vini spumanti ottenuti con il metodo “della bottiglia”.

 

E’ evidente che ogni seppur lodevole attenzione dei degustatori esperti ad adattare la scheda al vino, per Ovse www.ovse.org questo ha rappresentato per decenni non solo un danno generale di immagine, ma anche di valutazione, di esatta valutazione di alcuni parametri organolettici che sono alla base delle diverse metodologia produttive, ovvero sono inalienabili e sostanziali, indipendentemente dalla qualità, valore, peso.

Ecco che allora nel 2005 si è reputato opportuno iniziare un percorso di valutazione dei vini spumanti italiani ottenuti con il METODO ITALIANO (ndr: da qui il non uso del termine Charmat) diverso, senza scheda fissa, per trovare e individuar parametri per stendere una scheda organolettica diversa da quella originaria realizzata sulla produzione di METODO TRADIZIONALE o CHAMPENOISE. Dopo 5 anni di prove, oltre 15.000 schede individuali raccolte a diversi concorsi, nel 2010 è stata definita e stampata una scheda diversa, autonoma per valutare i vini ottenuti con il METODO ITALIANO, oggi usata da Ovse in tutti i concorsi che sono realizzati da Ovse stesso.

 

Purtroppo la scheda non è stata ancora recepita da nessun organismo “autorevole”, perché? Ai lettori lascio molto volentieri ogni deduzione e commento. La scelta di separare le due valutazioni si base su parametri chiari e diversi, dando ad ognuno, evidentemente un peso numerico diverso da quello per i vini ottenuti con rifermentazione in bottiglia. Ovse ha anche notato che i giudizi espressi ufficialmente dai degustatori in circa 25-30% dei casi erano inficiati proprio dalla impostazione della scheda e che oltre il 90% dei giudizi erano di valore inferiore rispetto ad un vino ottenuto con METODO TRADIZIONALE.

La scheda pone tutti i vini sullo stesso piano per favorire una maggiore oggettività, dare estraneità interpretativa ad ogni giudizio, consentire di valutare parametri legati alla diversissima elaborazione per durata e per tecnologia, per lieviti naturali e per carica zuccherina aggiunta con sciroppi, permettere di esaltare il giudizio complessivo finale, eliminare ogni difficoltà di incasellamento e interpretazione. In particolare la scheda esalta gli elementi base della elaborazione, delle uve impiegate, della durata della presa di spuma.

Un vino che produce l’effervescenza naturale in uno o qualche mese grazie al proprio potenziale fermentativo in autoclave rispetto a un altro vino che rifermenta per mesi e mesi o anni in un piccolo recipiente come la bottiglia con aggiunta di lieviti nobili e sciroppi speciali, evidentemente la complessità, ricchezza, corpo e anche gli stessi aromi e sapori hanno “pesi e valori” diversi che devono essere valutati, e incasellati in graduatoria deversa nella scheda riassuntiva a voti, proprio in linea con la tipologia del vino.

 

( Fonte Giampietro Comolli per Newsfood.com )

 

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Giudice degustatore ai Concorsi Enologici Mondiali più prestigiosi tra i quali:

» Il Concours Mondial de Bruxelles che ad oggi ha raggiunto un numero di campioni esaminati di circa n. 9.080, dove partecipo da 13 edizioni ( da 9 in qualità di Presidente );

>>Commissario al Berliner Wine Trophy di Berlino

>>Presidente di Giuria al Concorso Excellence Awards di Bucarest

>>Giudice accreditato al Shanghai International Wine Challenge

ed ai maggiori concorsi italiani.