Home News Chiantishire sempreverde: a Casole d’Elsa il castello del miracolo economico

Chiantishire sempreverde: a Casole d’Elsa il castello del miracolo economico

ENOTURISMO IN TOSCANA

 

Cuor di Toscana. Pulsante e sorprendente, amabile e attraente. Casole d’Elsa, fra Firenze e Siena, conquista. Numeri alla mano. Nel 1995, contava 2600 residenti. Oggi è una comunità di quasi 4.000 abitanti, con una popolazione scolastica in aumento, un settore turistico qualificato, un’ottima rete di servizi. Il segreto? «Una grande passione e delle risorse straordinarie da mettere a frutto», dice il sindaco, Piero Pii, più volte alla guida del Comune dal 1975 a oggi. Settanta operatori, 1.700 posti letto, 150mila presenze nel 2012 (+27%). Un paese del buon turismo premiato con la «Bandiera arancione» dal Touring Club Italiano. Un posto che piace, in cui la gente ritorna. E spesso ci resta. Per perdersi fra colline variopinte, vigneti profumati e serafici uliveti. Come l’artista Linda Leupold che lungo il corso principale ha aperto un laboratorio di pittura per insegnare ai bambini a dipingere. Dall’olio ai… vinarelli, gli acquerelli al vino. Una storia per tante storie. In questo borgo prezioso che riesce a far fermentare le migliori energie, promuovendo innumerevoli iniziative culturali. Una su tutte: il Museo Civico Archeologico e della Colleggiata con pezzi pregevoli della civiltà etrusca e dipinti medievali e rinascimentali.

 

Il simbolo del miracolo turistico ed economico di questo piccolo comune senese, è il Castello di Casole, a Querceto. Un luogo storico e magico che nel 2005 conquista David Burden, Ad del gruppo Timbers Resorts, con 12 strutture in località di lusso americane e clienti del calibro di Michelle Obama, Barbara Streisand, Paul McCartney, U2, Gwyneth Paltrow. La società trasforma il Castello di Casole in un progetto di sviluppo immobiliare di lusso capace di dare lavoro a 200 persone. Risalente al X secolo, allora eretto e chiamato Castello di Querceto, durante il 1800, fu la nobile famiglia Bargagli di Siena a unificare le proprietà intorno. Poi ci fu una fase di abbandono e un nuovo recupero. Negli anni ’60, la tenuta fu acquistata dal conte Edoardo Visconti di Modrone Erba, che con il fratello Luchino, ospitò stelle del cinema e del jet set. Nel 2005 il colpo di fulmine di Burden e un investimento che supera i cento milioni di euro per ripristinare il castello e alcuni stabili e realizzare un hotel-boutique a cinque stelle, con 41 suite. E 28 casali sparsi sulla vallata, venduti a singoli clienti o in quote, in comproprietà, nella formula del Private Residence Club, che dà accesso a tutti i servizi e le strutture della tenuta: dalla scenografica piscina a sfioro con la vista mozzafiato sulla Val d’Elsa, alla Spa, al Bar Visconti, al raffinato ristorante Tosca e al più rustico Pazzia. Un posto di lusso, ma non fuori dalla realtà. Anzi. Pienamente dentro il contesto di Casole. Sono quasi tutti di qui i dipendenti, oltre alle signore di mezz’età depositarie delle ricette delle nonne, che tengono lezioni di cucina alle americane aspiranti cuoche.

 

Attorno, un territorio ammaliante di vigneti e uliveti: 2.500 le bottiglie di olio extravergine di olive prodotte ogni anno, mentre gli 80 ettari di vigneti a coltivazione biologica, in 13 distinti appezzamenti danno varietà di Cabernet, Sangiovese, Merlot e Petit Verdot. Vitigni utilizzati per produrre “Dodici” e “C”, le due etichette di vino, diecimila bottiglie, dedicate esclusivamente ai proprietari dei casali e degli ospiti dell’hotel. Delle autentiche rarità. La produzione viene seguita da un grande enologo, Paolo Caciorgna, titolare a Casole della tenuta delle Macchie e di un “vulcanico” progetto… in Sicilia, sull’Etna, con le etichette Nanticchia e Talìa. Contaminazioni ed esplorazioni che portano all’«azzardo» in Val d’Elsa. Perché Casole e i suoi vigneti, al limite del Chianti, provano a darsi una identità propria. «Dieci anni fa – spiega Caciorgna – nasce il progetto Terre di Casole. Il vino del territorio, per valorizzarne le specificità. Igp e Doc, ancora piccole produzioni. Ma un grande atto d’amore per questa terra e la sua bellezza». È il cuore di Casole che continua a conquistare.

 

( Fonte Avvenire )