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Vino: EuVite svela vitigni autoctoni Calabria e aggregazione

Progetto da 547mila euro, spumanti calabresi arrivano a tavola

CIRO’ MARINA (CROTONE) – La Calabria punta sui vini da vitigni autoctoni e sull’aggregazione per disegnarsi un futuro sul mercato nazionale ed estero. A dare sprint al settore vitivinicolo calabrese e’ progetto EuVite, un primo esempio di task force per promuovere questo territorio che da tempo soffre di scarsa visibilità nel panorama enologico nazionale. L’associazione EuVite, nata nel 2008, e’ promossa da 5 aziende private attive in diversi terroir regionali: Librandi di Ciro’ (Crotone), Malaspina di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), Poderi Marini di San Demetrio Corone (Cosenza), Serracavallo di Bisignano (Cosenza) e Statti di Lamezia Terme (Catanzaro). L’idea e’ quella di stimolare il consumo e l’enoturismo in Calabria attraverso una comunicazione a 360 gradi delle eccellenze, una degustazione alla cieca, oggi a Borgo Saverona, per mettere alla prova i vini calabresi nel confronto con quelli piu’ blasonati in Francia e in Italia; visite alle cantine; video su paesaggi preservati dalla cementificazione; pubblicazioni tecniche edite da L’Informatore Agrario; studi di ricerca Cnr e Enosis, e micro narrazioni d’autore. E magari un trenino del gusto, con degustazioni nei lenti percorsi ferroviari.

 

Il progetto triennale e’ in sintonia con l’opera di recupero dei vitigni autoctoni e di riqualificazione della viticoltura, stimolato dalla Regione Calabria negli anni Novanta per contrastare il rischio di produzione di massa e di abbandono di vitigni storici, e le Botteghe e Strade del vino istituite dall’Enoteca regionale. Il progetto EuVite vale 547mila euro, al 70% frutto di finanziamenti a fondo perduto, e ha avuto in questi giorni il riconoscimento di ”eccellenza nell’utilizzo dei fondi europei” dal Programma nazionale Rete Rurale. Le aziende vitivinicole che si sono associate, ha sottolineato il presidente di EuVite Nicodemo Librandi, ”hanno la stessa filosofia e puntano a creare un circuito enoturistico facendo finalmente percepire la Calabria come una regione che produce vino. La viticoltura in Calabria e’ una realtà dinamica, forte nell’export in mercati tradizionali come la Germania e con contatti aperti nel Sud-Est asiatico, ma ancora troppo assente nei ristoranti italiani. Contiamo che il lavoro di ricerca e valorizzazione su vitigni auroctoni peculiari, insieme al livello qualitativo raggiunto, possa far girare pagina al settore”. ”Non dimentichiamo che – ha detto Alberto Statti – l’incredibile fertilità dei terreni e la loro naturale predisposizione della vite fecero guadagnare al territorio l’appellativo di Enotria, che venne poi esteso a tutta Italia”.

 

La Calabria annovera oggi 13 Igp e 9 Dop con 3112 ettari vitati nel 2011. Lunghe ricerche del Cnr (Consiglio nazionale di ricerca) Istituto di Virologia vegetale a Grugliasco (Torino) col metodo Enosis hanno evidenziato la ricchezza di aminoacid peculiari del Gaglioppo, da qui il recente sviluppo dei primi spumanti calabresi, anche a base Greco Bianco. ”Oggi la viticoltura regionale, rinnovata dalla riscoperta dei vitigni autoctoni, impone criteri di produzione virtuosi, capaci di alimentare la qualità dell’enologia regionale e la sua spiccata tipicità” ha concluso Giovanni Aramini, dirigente Servizio Sviluppo Rurale Regione Calabria.

 

( Fonte Ansa )