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I salti mortali delle aziende foggiane del vino

Secondo Angelo Miano, l’effetto di siccità e grandinate porterà a un calo delle rese quantitative soprattutto nelle zone di Cerignola, San Severo e Torremaggiore. Preoccupa inoltre, come d’altronde in tutta la Puglia, l’incidenza drammatica dell’aumento dei costi di produzione e raccolta

 

In provincia di Foggia le vendemmie non sono ancora iniziate e i produttori viticoli sono preoccupati poiché – secondo la Cia – “temono che a danno delle loro aziende si profili una nuova miserevole speculazione”. Secondo Angelo Miano, l’effetto di siccità e grandinate porterà a un calo delle rese quantitative soprattutto nelle zone di Cerignola, San Severo e Torremaggiore. Preoccupa inoltre, come d’altronde in tutta la Puglia, l’incidenza drammatica dell’aumento dei costi di produzione e raccolta. “Stiamo monitorando la situazione, le difficoltà delle imprese sono purtroppo evidenti” spiega il presidente dell’organizzazione di Capitanata.

Gli fa eco Gennaro Sicolo, numero uno della Cia Puglia e vicepresidente nazionale: “La situazione è molto delicata, per questo stiamo vigilando e invitiamo a vigilare su quanto accadrà di qui alle prossime settimane”. Dal punto più a nord della Puglia all’estremo sud della regione, il filo rosso della viticoltura pugliese è molto teso. Ancora una volta, è la questione prezzi ad agitare il sonno delle aziende agricole. “Si tratta delle stesse imprese che stanno facendo i salti mortali per portare a compimento una stagione già martoriata dall’impennata allucinante di bollette energetiche, caro-gasolio, materie prime e costi di produzione, oltre che dallo stillicidio di grandinate e nubifragi”, ha ricordato Sicolo.

 

 

 

Alla data del 31 luglio 2022, negli stabilimenti pugliesi sono presenti 762mila ettolitri di vini Dop; 3 milioni di ettolitri di vini Igp; 1,4 milioni di ettolitri di altri vini; 40.300 vini varietali, per un totale di 5,2 milioni di ettolitri di vino (fonte: Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari). “Siamo fermamente convinti che agli alti costi di produzione sostenuti per produrre uve eccellenti (gasolio, concimi, fitosanitari, eccetera) da cui si ottengono vini da guinness dei primati, vada riconosciuta l’adeguata remunerazione alle aziende vitivinicole e su questa impostazione saremo fermi e determinati”.

La situazione nelle altre province

Ha spiegato Giuseppe De Noia, presidente di Cia Levante, “Le indagini a campione nell’area metropolitana di Bari e in quella della Bat, ci dicono che la qualità sarà altissima: la maturazione è stata eccellente, priva di attacchi da malattie fungine e con un grado zuccherino molto alto. Le uve sono eccellenti, vanno pagate il giusto. Chiediamo controlli capillari sulle cantine al fine di evitare che molta uva da tavola invenduta vada a finire nelle cantine, creando grandi disagi ai produttori di uva da vino. Si tratterebbe di una grave speculazione ai danni dell’uva da vino. Una speculazione che ‘drogherebbe’ il mercato”.

“Prima la siccità poi le grandinate avranno sicuramente effetti negativi sulle quantità, ma la qualità delle uve non si discute, e a quella qualità deve corrispondere il giusto prezzo”, ha dichiarato Pietro De Padova, presidente di Cia Due Mari, delle province di Taranto e Brindisi. “La situazione nella zona della Dop Primitivo di Manduria è complessa. L’anno scorso erano riconosciuti anche 170-180 euro/q.le. Quest’anno i prezzi sono in picchiata del 30-40% per il primitivo di Manduria Dop, mentre Igp Primitivo Salento è pagato a 50 euro, a fronte dei 150 euro/q.le del 2021.

 

 

Con l’aumento dei costi delle materie prime gli agricoltori si vedono decurtato il reddito. Con la disposizione della determina dirigenziale n. 157 del 07/07/2020 della Regione Puglia, su richiesta del Consorzio Tutela del Primitivo di Manduria, non si potranno rivendicare la Dop di chi ha impiantato dal 1 agosto 2020 e fino alla campagna 2022/23, ma si possono rivendicare solo Igp Salento, Tarantino o Puglia”.

Ha spiegato Benedetto Accogli, presidente di Cia Salento e vicepresidente CIA Puglia. “In tutto il territorio salentino qualità e quantità si annunciano eccellenti, ciò che preoccupa invece è il rischio di speculazioni al ribasso sulle uve da vino. I grossi acquirenti del Nord stanno facendo ‘cartello’ con i grossi acquirenti locali in modo che i prezzi delle uve rimangano ai minimi storici, nonostante la qualità eccellente. Una nuova ‘guerra del vino’ che, nel dopoguerra, vide i cugini d’Oltralpe distruggere il settore e che invece quest’anno vedrà gli industriali del Nord, con l’appoggio di quelli locali, tentare di mortificare ancora una volta il lavoro dei viticoltori nonostante grazie a loro in questi anni di siano arricchiti. Finché non saremo padroni del nostro futuro altri decideranno per noi”.