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Il vino per l’estate? Bianco, autoctono, vulcanico

Il mercato guarda ai vini da suolo vulcanico

 

 

Fresco, sapido, minerale. Ecco l’identikit del vino bianco dell’estate 2013. Rigorosamente nato da suolo vulcanico. A confermare questo trend la crescente richiesta da parte dei consumatori che, grazie all’intensa attività di comunicazione e di promozione, svolta nell’ambito di Vulcania, il forum Internazione dei vini bianchi da suolo vulcanico, ideato dal Consorzio del Soave, considerano ormai quella dei vini da suolo vulcanico una vera e propria categoria enologica.

Il lungo percorso di questo fortunato format, oltre alle edizioni di Miami, New York, Londra e Düsseldorf, ha fatto tappa in Italia a Pitigliano, a Roma e a Lipari. Secondo Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio del Soave, “Vulcania ha saputo nel tempo fungere da veicolo promozionale del vino italiano nel mondo. Lo attesta la nascita dell’Associazione delle doc vulcaniche. Quella del vulcano è infatti una chiave comunicazionale molto semplice ed immediata in grado di fare breccia anche tra i consumatori meno esperti, senza contare che questo fenomeno naturale accomuna culture tra loro diverse”.

 

Sull’importanza di collaborare a livello promozionale sul fronte del vulcano concorda anche Giuseppe Zonin, presidente del Consorzio del Gambellara: “è vero che è stata fatta molta attività promozionale sul tema del vulcano, ma è pur vero che ci troviamo di fronte ad un tipologia di vini ben definita che non attendeva altro che venire ben presentata e divulgata da un punto di vista promozionale”.

 

( Fonte Ansa )