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Pasqua: storia, miti e segreti dell’Ultima Cena più famosa al mondo, quella di Leonardo a Milano

Domenica milioni di persone in tutto il mondo celebreranno la Pasqua.

Pasqua è la festa della risurrezione di Gesù, e una delle immagini più famose di questa storia è ‘L’Ultima Cena‘ di Leonardo Da Vinci.

 

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È un capolavoro del Rinascimento, e tra le opere più famose al mondo, che è stato elogiato, studiato e copiato per oltre 500 anni.

Il fatto che sia ancora visibile e visitabile e che, a dispetto di ogni previsione, il dipinto (per la precisione si tratta di un dipinto parietale a tempera grassa – e forse altri leganti oleosi- su intonaco) sia ancora sospeso sulla parete del Convento di Santa Maria delle Grazie a Milano, è una specie di miracolo.

 

 

Ecco la travagliatissima storia dell’affresco, sopravvissuto a guerre, prigionie e alla crisi di identità del suo creatore.

 

Leonardo Da Vinci ha iniziato il lavoro nel 1495 o 1496 e lo ha completato intorno al 1498. Raffigura una famosa scena del Giovedì Santo (e non del venerdì, come pensano molti), in cui Gesù e i suoi Apostoli condividono un pasto finale prima della sua cattura (sempre giovedì), morte (venerdì) e risurrezione (domenica). Durante la cena, Gesù aveva rivelato che uno dei suoi discepoli lo avrebbe tradito e consegnato alle autorità per l’esecuzione (spoiler alert: è stato Giuda, che Leonardo ritrae mentre rovescia per sbaglio il sale sul tavolo: è probabilmente da qui che rovesciare il sale è diventato simbolo di malaugurio. In realtà Leonardo dà un significato religioso al gesto:Sermone della Montagna, Gesù chiama i suoi discepoli “sale della terra” per la loro missione di suoi messaggeri, missione dalla quale Giuda è naturalmente escluso).

 

Lo storico e scrittore Ross King ha parlato con Business Insider dell’affresco. King ha detto che la sua fascinazione lunga una vita per Leonardo Da Vinci — che come pittore, scultore, inventore e scienziato fu davvero l’uomo simbolo del Rinascimento – lo ha spinto a scrivere il libro “Leonardo e L’ultima cena”.

 

“Ero intrigato da lui come personaggio — un artista, uno scienziato, uno scalatore di montagne, un collezionista di rocce, un genio a tutto tondo” ha detto.

 

“L’ultima cena” era incredibilmente popolare già nella sua epoca.

La copia del Giampietrino de “L’ultima cena” include dettagli dell’affresco originale che sono andati perduti. Wikimedia Commons

Sebbene oggi Leonardo Da Vinci sia ricordato per la vastità delle sue opere d’arte, scritti, e invenzioni, “L’Ultima Cena” è stato il dipinto che ha realmente cementato la sua reputazione durante la sua epoca. King ha detto che l’immagine divenne subito famosa in tutta Europa.

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“E’ stata l’opera più copiata del secolo successivo – non solo in dipinti, ma anche in opere in marmo, cera e terracotta”, ha detto King. “Tutti ne volevano una versione. Leonardo aveva finalmente creato l’opera che gli avrebbe garantito la fama che sognava”.

 

 

Il dramma del dipinto è accentuato dalla sua composizione e dai suoi dettagli.

 

Il dipinto cattura la reazione degli Apostoli alla famosa dichiarazione di Gesù: ‘In verità, io vi dico, uno di voi mi tradirà’.

 

“Leonardo rende giustizia a quell’episodio come nessun altro”, ha detto King. “Ha raggruppato le sue 13 figure insieme sullo stesso piano – un compito molto difficile -. In modo tale che ciascuno fosse identificato da gesti ed espressioni, ma che nessuno sottraesse nulla all’effetto complessivo”.

 

Ogni figura è unica e indimenticabile, fin nei minimi dettagli.

“Mai prima di allora un artista aveva creato un tale dramma in un dipinto, con figure così realistiche e dettagli così minuti” ha detto. “Per quanto riguarda i dettagli, la mano destra di Cristo è un tocco da maestro. Due articolazioni del dito mignolo e il polpastrello dell’anulare si vedono attraverso la trasparenza di un bicchiere di vino. Si tratta di una dimostrazione di abilità assolutamente abbagliante”.

 

È un miracolo che il dipinto sia sopravvissuto.

L’affresco esiste ancora, nonostante le bombe, l’umidità, e secoli di danni ambientali. Antonio Calanni/AP

Ma perché mai questo dipinto murale del 15° secolo è ancora così celebrato oggi in tutto il mondo?

 

“Uno dei motivi per cui è così famoso è perché la sua sopravvivenza è qualcosa di miracoloso”, ha detto King. “E’ la più famosa ‘specie in pericolo’ del mondo dell’arte. Un secolo fa era quasi stato dato per disperso. Dopo il suo più recente restauro, – qualcosa di miracoloso di per sé – siamo in grado di apprezzare la sua bellezza. Perché è ancora, nonostante i danni subiti, una pittura incredibilmente bella”.

 

È stato sul punto di essere distrutto più volte.

Il refettorio in cui si trovava l’Ultima Cena è stato colpito da una bomba il 15 agosto 1943, ma il murale è sopravvissuto. Wikimedia Commons

Il dipinto ha affrontato molti pericoli nel corso degli anni. Quando il re francese Luigi XII invase il ducato di Milano nel 1499, fu tentato dall’idea di staccare l’opera murale dalla parete e portarselo a casa con sé.

 

Poi, a causa dei danni provocati dall’umidità e del suo sfaldamento, già a metà del 16° secolo il dipinto era considerato completamente rovinato.

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Nel 1796, i francesi tornarono — e questa volta Napoleone rappresentava la repubblica francese rivoluzionaria. Le truppe degli invasori si acccamparono nel refettorio e il dipinto divenne un oggetto su cui sfogare i propri sentimenti anticlericali, scagliando sassi contro la pittura e cavando gli occhi agli Apostoli.

 

Quella non è stata l’unica volta che il dipinto ha sfiorato il disastro. Secondo il New York Times, in un certo periodo le autorità avrebbero persino preso la decisione sconcertante di ospitare i prigionieri all’interno dell’edificio.

 

Nel 19° secolo, persone armate di ottime intenzioni, nel tentativo di restaurare l’opera hanno rischiato di rovinarla per sempre.

 

Ma forse l’incidente più drammatico si è verificato il 15 agosto 1943, quando le forze alleate bombardarono il refettorio. Come riportato da Atlas Obscura, grazie a una struttura protettiva costruita in precedenza, mentre il resto della chiesa venne in gran parte ridotta in macerie, “L’Ultima Cena” riuscì a salvarsi anche questa volta.

 

L’Ultima Cena ha avuto una gestazione difficile…

 

Come si è visto, Leonardo Da Vinci ha iniziato il murale nel momento più inopportuno. L’anno prima che iniziasse il progetto, nel 1493, Carlo VII e il futuro re Luigi XII di Francia invasero l’Italia.

 

“Questa fu una tragedia per l’Italia, l’inizio di molti decenni di invasione e guerre”, ha detto King. “Ma a livello personale, l’invasione di Luigi significava che Leonardo aveva perso una commissione su cui aveva lavorato per otto o dieci anni, un enorme monumento equestre in bronzo”.

 

In tempo di guerra, infatti, il bronzo veniva raccolto e fuso per farne metallo da pistola. Quindi Leonardo non si limitò a perdere denaro a causa della guerra, ma anche il plauso e il prestigio artistico che desidera e che certamente la statua, di cui il colossale modello in creta era già stato esposto e aveva destato stupore e ammirazione, gli avrebbe portato.

 

“Ricevette l’incarico di dipingere ‘L’ultima cena’ a titolo di risarcimento”, ha detto King. “Deve essergli sembrato un misero sostitutivo”.

 

… e l’artista temeva che oramai un capolavoro potesse essere fuori dalla sua portata.

“Pensiamo a Leonardo, a ragione, come a un genio che ha conquistato tutto” ha detto King. “Ma in realtà anche lui ha avuto la sua dose di delusioni e fallimenti”.

 

Nel 1494 aveva 42 anni. A quel punto l’uomo del Rinascimento veniva giudicato da qualche contemporaneo come qualcuno che aveva sprecato il suo potenziale.

 

“Non era riuscito a finire una serie di commissioni, e molta gente lo riteneva, di conseguenza, inaffidabile” ha detto King. Un poeta lo prese in giro, dicendo che era a malapena riuscito a finire un singolo quadro in dieci anni. Leonardo voleva disperatamente creare quella che aveva definito un’“opera di successo” – qualcosa che lo avrebbe reso famoso per i posteri. Alla fine ci è riuscito con ‘L’ultima cena’”.

 

Ma aveva utilizzato alcuni dei suoi lavori precedenti per creare quella che è oramai un’icona mondiale

 

San Giacomo il Maggiore reagisce all’affermazione di Cristo che sarà tradito da qualcuno nella stanza.

Per esempio, uno degli Apostoli è una citazione di precedenti lavori di Leonardo Da Vinci. Da Vinci era sempre alla ricerca di volti interessanti da raffigurare. King ha detto che un volto del genere si ritrova nella figura di Giacomo il Maggiore.

 

“Lui sta aprendo le mani verso l’esterno e guardando con stupore a bocca aperta il pane e il vino”, ha detto King. “Esiste un bellissimo disegno di Leonardo, fatto a matita rossa, forse cinque anni prima, che dimostra che questa posizione era in origine quella di un musicista che suona uno strumento a corda. Leonardo, che amava la musica, ha abbozzato il musicista mentre suonava. Poi, anni dopo, ha usato lo schizzo per creare la figura di Giacomo”.

 

Nonostante ciò che credono molti, Maria Maddalena non è nel dipinto…

Alcuni hanno sostenuto che questa figura femminile fosse Maria Maddalena.

Negli anni alcuni hanno sostenuto che quella figura alla destra di Gesù fosse in realtà Maria Maddalena e non San Giovanni. King ha detto che non è così.

 

“San Giovanni, l’Apostolo più giovane e l’amato discepolo (come si autodefiniva), era sempre rappresentato al fianco di Cristo, che è esattamente dove Leonardo lo mette” ha detto King. “Era anche sempre descritto come giovane, senza barba, e spesso androgino. Leonardo si è attenuto a questa descrizione perché un uomo giovane e androgino era il suo ideale di bellezza – un ideale che ricorre costantemente nella sua arte”.

 

King ha detto che Maria Maddalena è davvero comparsa in altri dipinti dell’Ultima Cena.

 

“Frate Angelico la mostra mentre si prepara a prendere la Comunione con gli Apostoli in uno dei suoi affreschi nel convento domenicano di San Marco, a Firenze” ha detto. “Quindi non ci sarebbe stato nulla di strano, sospetto o controverso se fosse apparsa nel dipinto dell’Ultima Cena. È semplicemente che in questo non c’era”.

 

… né ci sono chissà quali simboli nascosti

 

Secondo King è difficile decifrare il significato preciso di alcuni drammatici gesti delle mani fatti dagli Apostoli.

“Sono diffidente rispetto all’idea di codici nascosti e di messaggi nei dipinti rinascimentali” ha detto King. “Non c’è dubbio che ci siano tante cose nel dipinto che, 500 anni dopo, non possiamo capire o apprezzare interamente, come i gesti delle mani fatti dagli Apostoli. Ognuno di essi può avere un significato specifico — ma ormai lo abbiamo perso”.

 

Detto ciò, è importante ricordare di non prendere le teorie cospiratorie e i romanzi di Dan Brown troppo seriamente.

 

“Io non credo che questi gesti volessero suggerire alcuna eresia nascosta” ha detto King. “Leonardo voleva trasmettere emozioni e drammaticità, non punti di vista anti-cristiani. Mi dispiace deludere, ma Leonardo non era un appassionato di simbolismi oscuri. Questa è una ossessione del nostro tempo, non del suo. Sarebbe stato molto sorpreso dalla speculazione sul fatto che cercasse di nascondere messaggi segreti nei suoi dipinti”.

 

Ma Leonardo ha fatto scivolare alcuni riferimenti alla propria vita nell’affresco…

 

Gli arazzi nel dipinto sono simili a quelli appartenenti al patrono di Leonardo da Vinci.

Possiamo dimenticarci dei messaggi segreti e dei simboli criptici, ma questo non significa che non ci siano dettagli interessanti nascosti nel dipinto.

 

King ha detto che gli arazzi che adornano le pareti sono molto simili a quelli del castello di Milano. C’è di più, gli Apostoli sono i ritratti di molti degli amici di Leonardo e di personaggi a lui contemporanei alla corte milanese.

 

“Così il dipinto per molti aspetti è – tra le altre cose – una rappresentazione della corte di Lodovico Sforza, patrono dell’opera”, ha detto King.

 

“L’Ultima Cena” non ha carne nel menu.

Il pane e il vino condiviso durante l’“Ultima Cena” hanno un significato spirituale particolare per i cristiani.

Nel dipinto, invece, Da Vinci ha fornito ai suoi soggetti del cibo supplementare che potrebbe sembrare un po’ strano per mangiatori moderni: molti lo hanno infatti identificato in succulenti tranci di anguilla con contorno di arance.

“Il pasto sul tavolo è anguilla alla griglia”, ha detto King. “Leonardo, un vegetariano, ha dato a Cristo e agli Apostoli un pasto vegetariano – o meglio pescetariano”.

 

Il dipinto rappresenta il culmine della carriera di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi.

Dopo anni altalenanti dl punto di vista della fama, Leonardo ha finalmente raggiunto la gloria che voleva in vita con “L’Ultima Cena”. In un estratto dal suo libro pubblicato da Huffington Post, King ha scritto di come ha guardato al dipinto attraverso la lente della carriera complessiva dell’artista.

 

“Così Leonardo, ho scoperto, non è solo un genio universale che possiamo ammirare come uno degli esempi più raffinati che l’umanità abbia mai prodotto” ha scritto King. “Egli è anche il santo patrono dei perfezionisti, dei ritardatari, di quelli che aspirano.

 

 

( Fonte Positanonews )