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FRANCO BIONDI SANTI : OVVERO L’ANIMA DEL BRUNELLO DI MONTALCINO

nella foto a sx Jacopo Biondi Santi-figlio di Franco Biondi Santi al centro nella foto- a dx Roberto Gatti- Foto Winetaste

Trovandomi a Montalcino per partecipare al benvenuto Brunello edizione 2012 del febbraio u.s., ho pensato fosse “ doveroso “, ed al tempo stesso estremamente gratificante, per un appassionato ed addetto ai lavori , tentare di prenotare una visita a quella che è ritenuta dagli opinions leader di tutto il mondo, l’azienda che ha fatto conoscere il Brunello di Montalcino o meglio che lo ha “ creato ed inventato “ : Biondi&Santi della tenuta Il Greppo.

Devo ringraziare pubblicamente il Dott. Franco Biondi Santi, un uomo d’altri tempi, un vero signore con la S maiuscola come raramente capita di incontrare nella vita di ognuno, insieme a tutto lo staff, per l’accoglienza che mi hanno riservato in azienda.

La degustazione riservata in cantina-foto Winetaste

Sotto riporterò la storia aziendale, tratta dal sito web, una breve intervista ed il report con le degustazioni di alcuni prodotti aziendali, durante le quali ho provato emozione allo stato puro.

Buona lettura

Roberto Gatti

09 Marzo 2012

BIONDI SANTI



tenuta greppo 
franco biondi santi

villa greppo 183
53024 montalcino
siena – italy

tel. 39 0577 848087
fax 39 0577 849396

Internet : http://www.biondisanti.it/

Email : biondisanti@biondisanti.it

 

Brunello di Montalcino Biondi Santi-Foto Winetaste

 

 

 

LA STORIA DI BIONDI SANTI

 

( tratto dal sito aziendale )

 

La storia del Brunello del Greppo comincia con Clemente Santi, nipote di Giorgio Santi.

 

 

Il nipote Clemente figlio di Luigi Santi e Petronilla Canali, laureato in farmacia a Pisa e noto scrittore, aveva vaste proprietà  terriere a Montalcino e Pienza, e dedicò gran parte della sua attività  all’agricoltura, in modo particolare al Greppo, azienda agricola di proprietà  della madre Canali.

 

Le conoscenze di chimica e di scienza lo aiutarono a portare le sue tecniche enologiche a livelli invidiabili durante gli ultimi anni della sua vita.

 

Prima di raggiungere quel riconoscimento per il suo “vino rosso scelto (brunello) del 1865”, anche il suo Moscatello fu premiato alla Esposizione Universale di Parigi del 1867 (riconoscimento enologicamente straordinario perché a quell’epoca i francesi si consideravano gli unici produttori al mondo di vini di qualità ).

 

Egli ottenne vini rossi adatti all’invecchiamento; aveva individuato tecniche di travaso e di invecchiamento in botti più avanzate rispetto a quelle di tutti i suoi contemporanei.

Ferruccio Biondi Santi

 

La figlia di Clemente Santi, Caterina, sposò Jacopo Biondi, medico fiorentino. La nobile famiglia dei Biondi proveniva dalla città  di Pomarance. Il figlio Ferruccio, ereditò la passione per i vini ed i vitigni del nonno materno (unì i cognomi per un giusto tributo alla famiglia Santi).

 

Ferruccio Biondi Santi instaurò standard produttivi molto severi. Altri produttori all’inizio del 1800 ottennero diplomi importanti per loro vini detti “Brunello”: Paccagnini, Anghirelli, Angelini, Vieri Padelletti, ma nessuno seppe dare una continuità  ai propri vini oltre la fine della Prima Guerra Mondiale.

 

Ferruccio, forte dell’esperienza straordinaria del nonno materno Clemente Santi, si dedicò con competenza all’azienda del Greppo e, come spesso avviene nelle più felici decisioni storiche, deve qualcosa alle avversità : a metà  dell’800 l’oidio, poi la filossera, poi ancora la peronospora, si abbatterono sull’Europa e quindi anche sul Greppo.

 

Egli si trovò a fronteggiare una minaccia senza precedenti a causa della fillossera per la sopravvivenza dei suoi vigneti.

 

Ma mentre i viticoltori cercarono di mettere in beva rapidamente i vini rossi (vedi anche il “governo” del vino nuovo) per un rapido realizzo finanziario dai nuovi vigneti, egli guardò verso nuovi orizzonti e volle diversificarsi con un vino che ritenne longevo vinificando in purezza il Sangiovese.

 

Nel 1932 viene descritto come inventore del Brunello da una Commissione Interministeriale che studiò il territorio del Chianti, compreso Montalcino. Nella sua azienda del Greppo, già  sul finire dell’ 800 iniziò una metodica selezione massale del Sangiovese.

 

Alla fine reimpiantò completamente tutti i suoi vigneti innestandoli su barbatelle selvatiche, con gemme prese da quelle piante madri individuate al Greppo: in un certo senso, anticipò di circa un secolo la tendenza in Toscana di produrre vini rossi di corpo pieno, vinificando in purezza il Sangiovese. Morì nel 1917.

Tancredi Biondi Santi

 

Il figlio di Ferruccio, Tancredi, nacque nel 1893, apprese dal padre i segreti delle vigne e delle cantine della Tenuta Greppo, prima ancora di andare a studiare enologia a Conegliano Veneto (prestigiosa scuola di viticoltura ed enologia – fu allievo del professor Giovanni Dalmasso) poi prese la laurea in Agronomia all’Università  di Pisa.

 

Dopo la morte del padre Ferruccio, nel 1917, rimase da solo a gestire il Greppo; il fratello Gontrano comprò un’azienda agricola a Siena. A partire dagli anni ’20, elevò ancor più il Brunello a nuovi livelli di classe e di prestigio e divenne di fatto l’ambasciatore di Montalcino e dei suoi vini (nel 1932, una foto lo mostra mentre sorveglia il carico di due camion, con casse di bottiglie Brunello e Chianti, per il porto di Livorno e poi per l’America).

 

Tancredi Biondi Santi si rese conto della necessità  di procedere alla Ricolmatura delle vecchie Riserve che stavano calando di livello; le stappò, controllò se il vino era ancora perfetto, le ricolmò con vino della stessa annata e le ritappò di nuovo (un rito che fece per la prima volta nel 1927 per le Riserve 1888 e 1891).

 

Anche altre aziende vinicole richiesero la sua consulenza da un capo all’altro della Penisola: dal vino Lugana a Desenzano sul Garda, al Chianti nel Senese, al Fiorano del Principe Boncompagni a Roma, al Cirò in Calabria.  

 

Il suo ultimo atto è stato, nel marzo 1970, la cerimonia di ricolmatura delle sue vecchie bottiglie del Brunello Riserva 1888 – 1891 – 1925 – 1945, nella Cantina del Greppo, alla presenza di Mario Soldati, Luigi Veronelli e Paolo Maccherini: si può dire, sicuramente, che in quell’atto, forse meglio di ogni altro, sta la sua lunga carriera di esperto enologo e che ancora oggi conferma la supremazia, la diversità  e la tipicità  del Brunello del Greppo.

 

Il Brunello di Montalcino Biondi Santi tocca insomma, il massimo della sua fama e del suo splendore, da parte degli estimatori più attenti e raffinati in tutto il mondo.

dott. Franco Biondi Santi

 

Subentrato nella conduzione dell’azienda, dopo la laurea in Scienze Agrarie all’Università  di Perugia, Franco Biondi Santi, enologo, imparò dal padre la sottile arte della vinificazione e ha continuato a condurre la Tenuta Greppo con una impareggiabile collezione di bottiglie di Riserva.

 

Ma non per questo si è riposato sugli allori paterni. Nel frattempo la D.O.C. aveva spinto altri produttori a piantare vitigni ed a migliorare le tecniche nella speranza di poter sfruttare l’immagine elevata del Brunello.

 

In presenza di uno scenario di questo tipo, che ha visto nel territorio una crescita esponenziale di ettari inscritti a Brunello (da 76 ettari del 1967 agli attuali 2100 del 2009), Franco Biondi Santi ha aumentato la produzione del Brunello del Greppo dai 4 ettari, alla morte del padre, agli attuali 25.

 

Ha continuato le severe pratiche agronomiche e di cantina tradizionali per consolidare la tipicità  e migliorare la qualità  del Brunello del Greppo certo di eguagliare (data la stessa utilizzazione dei terreni e dei vitigni) le grandi Riserve centenarie del suo Brunello.

 

Grazie ad una personale e costante promozione dei suoi vini nel mondo, Franco Biondi Santi dal ’70 in poi è riuscito, a far capire ed apprezzare la straordinaria tipicità  e qualità  del suo Brunello del Greppo.

 

In futuro la continuità  del Greppo è rappresentata dai due figli di Franco, Jacopo e Alessandra ambedue interessati al Greppo: Jacopo con una vivida immaginazione dei vini (fermamente convinto della tipicità  del Brunello del Greppo), Alessandra coinvolta nella promozione dell’azienda.

 

 

INTERVISTA AL DOTT. FRANCO BIONDI SANTI

1 – Domanda :  Buongiorno Dott. Biondi Santi, intanto grazie di avermi ricevuto nella Sua azienda. A quando risale l’inizio della attività di viticoltori della Sua famiglia ?

 

RISPOSTA : I più importanti e comunque più significativi riconoscimenti di prestigio dei vini e del Brunello del Greppo cominciano con il diploma conseguito da Clemente Santi all’Esposition Universelle de Paris del 1867 con il suo Moscadello.

 

Anche se, è soltanto nell’Esposizione Agraria di Montepulciano del 1869 che viene fatta menzione e viene premiato per “un vino rosso scelto (brunello) del 1865“: tale data probabilmente segna la nascita di un così longevo prodotto, che vedrà  poi la sua consacrazione nelle due storiche Riserve del 1888 e 1891.

 

Diploma datato 1869-Foto Winetaste

2 – Domanda :

Iniziando cosi’ da lontano, e dopo avere letto la storia della Sua famiglia riportata sulle pagine del sito aziendale, è corretto pensare e scrivere che i Biondi e Santi sono stati “ gli inventori “ ed hanno l’imprimatur nella elaborazione del Brunello di Montalcino ?

Risposta : Si è corretto, perché il tutto è stato ufficializzato nella relazione del 1932 redatta dalla Commissione Interministeriale del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste per la Delimitazione del Territorio del Vino Chianti, che riconosce il Brunello come ” una creazione recente del dott. Ferruccio Biondi Santi di Montalcino”.

 

3 – Domanda : quale futuro vede per il Brunello di Montalcino nel suo insieme, ovvero per tutta la denominazione, in termini di consolidamento ed ampliamento delle esportazioni ?

 

Risposta : Sono ottimista.

 

4 – Domanda : perchè i suoi Brunelli sono cosi’ longevi, rispetto ad altri che dopo “ appena “ 10 anni prendono la china del declino ?

 

Risposta : La longevità dei miei vini è dovuta alla vocazione del territorio, e quindi alle zone dove produco il mio Sangiovese.

 

 

 

5 – Domanda : nella Sua cantina non ho visto una sola barrique, da cosa deriva questa scelta produttiva ?

 

RispostaI miei vini li definisco naturali perché non hanno bisogno di
apporti esterni con legni particolari: “barriques”, che incidono molto sulla
tipicità del vino accelerando anche la sua maturazione prima della
bottiglia.

 

Da sempre abbiamo saputo aspettare, lasciando maturare il
Sangiovese lentamente in botti grandi, anche molto vecchie, seguendo i ritmi
della natura; quindi botti grandi di Rovere di Slavonia. In cantina uso 5
botti, di 30 Hl di capacità ciascuna, che furono acquistate da mio nonno
Ferruccio Biondi Santi sul finire del 1800.

 

Botti in cantina Al Greppo-foto Winetaste

6 – Domanda :

Ho degustato alcuni vini della Sua produzione e devo confessarle di avere provato emozione e gioia, cosi’ come quando l’ho incontrata. Credo che l’assaggio di un vino non sia fine a se stesso, ma dentro ogni bottiglia sia racchiusa la storia di una famiglia e di intere generazioni. Lei come la pensa a tal proposito ?

Risposta : Sono d’accordo con Lei e La ringrazio nuovamente.

 

 

 

7 – Domanda :

Lei ha due figli ed alcuni nipoti, quale pensa potrà essere per il loro futuro, il miglior insegnamento che lascerà sia dal punto di vista professionale ed umano ?

Risposta : Il miglior insegnamento per loro è quello di leggere quello che ho scritto e soprattutto saper seguire le scelte che i nostri antenati hanno fatto molti anni fa.

 

Franco Biondi Santi

 

Grazie ancora della Sua grande Signorilità ( quella con la S maiuscola che appartiene solo a poche persone che ho incontrato nella mia, vita) e della bellissima opportunità che mi ha riservato di degustare i suoi magnifici Brunello, dove ho colto :

tradizione, storia, territorio ed autenticità.

Con stima

Roberto Gatti

 

 

 

 

Un video girato in cantina


LE DEGUSTAZIONI IN AZIENDA

Rosato 2008 –Scheda tecnica-

Zona di produzione: Montalcino
Età dei vigneti: da 5 ai 10 anni
Composizione
del terreno:
di varie origini, comunque ricchi di scheletro. I migliori sono quelli galestrosi.
Esposizione
dei vigneti:
Nord-Est, Sud e Nord
Altitudine: tra i 250 ed i 500 metri
Uve: 100% Sangiovese grosso
Vendemmia: metà settembre
Vinificazione: in bianco ad una temperatura di 18-20ºC
Maturazione: 18 mesi in vasche di acciaio
Numero di bottiglie prodotte: 5.723
Caratteristiche organolettiche:
Colore: rubino rosato cerasuolo
Profumo: fruttato, leggera vaniglia
Sapore: vinoso, armonico, equilibrato, sapido e persistente.
Longevità: 10 anni
Temperatura di servizio: 10-12ºC come aperitivo, 16-18ºC a tutto pasto
Analisi chimica all´imbottigliamento
Gradazione alcolica ml/100 ml: 13.97
Zuccheri riduttori g/l: 1.45
Estratto secco totale g/l: 22.27
Acidità totale g/l: 6.00
SO2 totale mg/l: 102

NOTE DI DEGUSTAZIONE DI ROBERTO GATTI

Colore cerasuolo limpido e brillante ; naso di bella intensità, particolare e complesso allo stesso tempo, note di agrumi, mandarino e leggero pompelmo rosa ; in bocca è intenso, armonico ed equilibrato, con una beva piacevole e scorrevole, è sapido, leggermente “ abboccato ” con un leggerissimo residuo zuccherino.

Ha una Persistenza Aromatica Intensa ( Pai ) lunga. Da abbinare ad antipasti non salsati e piccanti, zuppe di pesce, pesci alla griglia. Un vino particolare ed originale ottenuto da uve 100% di Sangiovese in purezza vinificate in rosa, da classificare Ottimo ( 89/100 ) ;

ROSSO DI MONTALCINO 2008

 

Questo vino è semplicemente un “ piccolo Brunello “ se paragonato ai suoi fratelli maggiori :

bello fin dal colore di un rosso rubino ; naso elegante e fine, con note di viola e rosa appassita ; in bocca ha un ingresso morbido, è armonico con tannini fini ed eleganti, sapido, già godibile fin da ora, con un buon sviluppo futuro, chiude con una leggera , sfumata e quanto mai piacevole nota d liquirizia. Da classificare Eccellente ( 90/100 ) ;

BRUNELLO 2007

In questa annata è stato prodotto il brunello “ base “ come questo, proveniente da vigneti di età tra i 10 ed i 25 anni, ed anche la Riserva che viene prodotta invece con i vigneti “ piu’ vecchi “, ovvero solo quelli di età superiore ai 25 anni.

Questo Brunello, cosi’ come tutti i prodotti di questa blasonata e famosa “ maison “ toscana, li degustavo per la prima volta e devo anticipare fin da ora, che da qui in poi , mi sono emozionato :

rosso rubino brillante ; naso impeccabile ed elegante con note di rosa appassita e viola ; in bocca entra armonico, con tannini presenti ma discreti, ovvero restano in sottofondo e non disturbano ( anzi ), sono di grana fine, vivi di grande eleganza; frutto, leggera nota di liquirizia, caldo e lunghissimo nel finale di bocca. Un Brunello da classificare Eccellente ( 92/100 ) ;

BRUNELLO RISERVA 2006

 

Rosso rubino con leggerissima sfumatura aranciata sull’unghia ; naso intenso di grande eleganza e piacevolezza, da stare minuti a coglierne ogni piu’ piccola sfumatura, la tipicità del Brunello qui c’è tutta, la viola, l’amarena , ma anche il tabacco ; in bocca è molto godibile, sontuoso, tannini di grana fine e nobile, morbidi ma ben presenti, intenso, ampio, lungo. Una bella acidità si coglie in sottofondo. Una vera emozione, da classificare Eccellente ( 94/95 );

BRUNELLO RISERVA 1997

 

Devo fare alcune considerazioni che mi sono balzate alla mente, durante questa degustazione : in degustazione “ alla cieca “ credo che sarebbe stato impossibile per chiunque, ivi compresi i piu’ grandi degustatori del mondo, assegnare la giusta età a questo vino, al massimo 5/6 anni e non di piu’ :

rosso rubino con tipici riflessi aranciati del sangiovese ; al naso è “ giovane “, floreale e fruttato con una grande tipicità e legame al “ terroir “, per dirla alla francese ; in bocca è semplicemente “ GRANDE “, si allarga a meraviglia nel centro bocca, tannini presenti di grana fine e nobile, giustamente caldo, lunghissimo nella sua Persistenza Aromatica Intensa ( Pai ), rimane per minuti e non secondi.

IL MIGLIOR BRUNELLO AD OGGI DEGUSTATO, emozionante. Se poi pensiamo un attimo che questi Brunelli hanno una longevità di 70/80 anni non mi restano piu’ parole. Da classificare Eccellente ( 96/97 ). Raramente capita di emozionarmi durante la degustazione di un vino, qui ho colto storia, tradizione, tipicità ed assoluta qualità organolettica.

Chapeau a questa storica e prestigiosa cantina italiana, che porta in alto il nome dell’Italia e di Montalcino nel Mondo. Grazie !

Roberto Gatti

P.S. ) Cosi’ scrisse un giornalista, dopo avere assaggiato la riserva 2004 :

Ma la Riserva 2004 di Biondi Santi mi ha davvero colpito nell’anima. Non è solo un grandissimo vino, è uno di quei vini dei quali, dopo averlo assaggiato, non si riesce a fare a meno. Io credo di essere uno che non si commuove spesso.

Di vini ne assaggio troppi per non avere alla fine un po’ di distacco. Ma da antico appassionato, perché quello sono, quando bevo un vino del genere riesco ancora ad emozionarmi come un principiante. Altrimenti non ne avrei scritto sul forum. “

Ricordo che a questo vino il giornalista assegnò un punteggio di 100/100.

Pubblicato online il 09 marzo 2012