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UNA FRODE DALLE DIMENSIONI ENORMI

Oltre 35 milioni di bottiglie di prosecco e pinot grigio contraffatte in Friuli

 

Un quantitativo di vino contraffatto senza precedenti, oltre 35 milioni di bottiglie tra Prosecco Doc e Pinot grigio, due dei vini di maggior richiamo della produzione del Nord-est, uno dei casi piu’ eclatanti di frode del settore vinicolo degli ultimi anni in Italia.

 

A rendersene malamente protagonista la Cantina Rauscedo, con sede in Provincia di Pordenone. Secondo quanto riporta ilgazzettino.it, le indagini probabilmente saranno chiuse già in fase preliminare con un accordo tra la Procura della Repubblica e le difese, che dovrebbe portare nelle casse dello Stato 1,7 milioni di euro. L’attività ha portato al sequestro di oltre 170mila ettolitri di vino prodotti a Rauscedo.

Come era architettata la frode

La frode su cui ha indagato la Procura della Repubblica di Pordenone si basava sul commercializzare con etichette di pregio, in questo caso il Prosecco Doc ed il Pinot Grigio Igt, vini che non ne avevano le caratteristiche in base ai disciplinari di legge.

I carabinieri del Nas e Ispettorato centrale repressione frodi di Udine durante la vendemmia 2018 hanno scoperto che negli stabilimenti di Rauscedo e Codroipo erano stati conferiti vini prodotti in quantitativi superiori ai massimali previsti dai disciplinari e con una gradazione naturale inferiore al minimo richiesto.

Grazie a una contabilità parallela, e annotazioni false sui registri di carico e scarico, riuscivano ad unire i vini prodotti secondo il disciplinare con quelli dei produttori che non ne avevano titolo.

 

I patteggiamenti

La somma pattuita per chiudere il procedimento corrisponderebbe al profitto derivante dalle frodi risalenti al 2016 e 2017. Il procuratore Raffaele Tito ha definito la transazione, una “presa di coscienza dell’impossibilità di proseguire nel futuro sulla strada dell’illiceità”.

Nel frattempo i vertici della Cantina Rauscedo sono stati rinnovati e se il Gip approverà l’accordo proposto dal Pm,  22 tra amministratori e dipendenti potranno patteggiare in fase di indagine; 336 titolari di imprese agricole individuali e 91 società agricole potranno chiudere la vicenda con un decreto penale di condanna, evitando condanne molto più severe.

Per gli amministratori, infatti, la pena per frode in commercio aggravata e tentata, è stata fissata in otto mesi, per gli altri indagati variano dai sei mesi in giù, e sarà sospesa per tutti. A patteggiare saranno Fulvio Lovisa, 49 anni, di Rauscedo, ex presidente del Cda; Alfredo Calisto Bertuzzi (61) di San Giorgio della Richinvelda, in qualità di vice presidente del Cda; Mauro Sedran (59) di San Giorgio, direttore; Cristian Marchi (47) di San Giorgio, responsabile amministrativo;

Agostino Trevisan (55) di Udine, responsabile amministrativo e della gestione registri della sede di Codroipo; Cristian Paladin (46) di Dignano, responsabile di produzione; Francesco Visentin (58) di Maniago, responsabile della produzione a Codroipo; Giorgio Oliva (52) di Codroipo, responsabile gestione registri a Rauscedo; Stefania Ferrigno (26) di Cava de’ Tirreni, stagionale addetta alla pesa; Luisa Marson (33) di Rauscedo, impiegata; i seguenti consiglieri del Consiglio d’amministrazione Giancarlo D’Andrea (68) di San Giorgio;

Denis Riondato (41) di Zoppola; Michele D’Andrea (41), Mauro D’Andrea (37) e Federico Eugenio D’Andrea (35) di San Giorgio; Luigino Fogal (52) di San Giorgio; Valentino Targato (52) di Codroipo; Sergio Salvador (54) di San Giorgio; Livio Fenos (33) di Cordenons; Roberto Panigutti (57) di Camino al Tagliamento; Andrea Comini (45) di Artegna, cantiniere; Antonella Ferrigno (37) di Valvasone, responsabile laboratorio di Rauscedo.

 

Fa ulteriormente arrabbiare ed indispettire il fatto che nel sito aziendale sia addirittura pubblicato IL CODICE ETICO al quale questi personaggi avrebbero dovuto attenersi, leggi qui