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Tumore al fegato: principali fattori di rischio e corrette regole alimentari per metterlo ko

Il fegato è uno dei maggiori organi interni del nostro corpo e svolge molteplici funzioni: sintetizza le le proteine (es. albumina, indispensabile per la regolazione e l’equilibrio della distribuzione dei liquidi nei vari compartimenti dell’organismo), trasforma molti nutrienti assorbiti dall’intestino, sintetizza molti fattori della coagulazione che servono a bloccare un’emmoragia, rilascia la bile nell’intestino per favorire l’assorbimento dei grassi e trasforma, rendendole inoffensive, molte sostanze tossiche del corpo. L’epatocarcinoma ( o carcinoma epatocellulare o HCC) è il principale tumore maligno del fegato e rappresenta la settima causa di morte per tumore, con circa 5000 decessi, ossia il 3% delle morti per tumore. Vediamo quali sono i suoi principali fattori di rischio:

 

 

cirrosi epatica: una patologia a carattere cronico che colpisce il fegato e in Italia si calcola che le persone colpite da essa siano circa un milione e il 3/4 % dei pazienti sviluppa ogni anno il cancro al fegato. Le cellule sane del fegato colpite da cerrosi epatica, vengono danneggiate e poi sostituite da tessuto cicatriziale (si parla di fibrosi per indicare questa degenerazione dei tessuti), con comparsa di noduli. I rapporti normali tra cellule si perdono, con alterazione del flusso sanguigno all’interno del fegato che non riesce più a svolgere il suo compito fondamentale nella digestione degli alimenti, nel metabolismo dei farmaci e nella produzione di proteine, anche quelle coinvolte nella coagulazione del sangue.

 

obesità: dato che ne tempo, ingenti quantità di grasso nel corpo possono danneggiare il fegato, si parla di steatosi epatica, una vera e propria degenerazione del fegato causata da un accumulo di trigliceridi negli epatociti, nota più comunemente come “fegato grasso”, causata da un apporto eccessivo di lipidi alimentari o dall’alterata capacità di smaltire i grassi.

 

abuso di alcol: l’organo più danneggiato dall’abuso di alcol è il fegato, dato che è l’organo principale coinvolto nella sua metabolizzazione. Con un eccessivo consumo di alcol possono sorgere: steatosi epatica o “fegato grasso”, che può a sua volta compromettere le funzionalità del fegato, fino ad arrivare all’epatite alcolica. Per sviluppare un’epatite alcolica, i pazienti devono consumare 80 gr. di alcol al giorno per almeno dieci anni. Oltre ai sintomi descritti negli altri quadri di epatite ( febbre, ittero, astenia, aumento di volume del fegato), occorre la conferma istologica. Questa condizione può provocare cirrosi epatica, irreversibile e progressiva, che può causare il tumore del fegato ( soprattutto se sono presenti cofattori come diabete, obesità, emocromatosi, sindrome metabolica).

 

fumo: finora il fumo stato considerato sottovalutato come elemento legato all’insorgenza dei tumori al fegato. Sull’edizione Journal of National Cancer Institute è stato pubblicato uno studio condotto dai ricercatroi dell’Harvard School of Public Health, che hanno cercato di capire quale sia l’impatto di ogni singolo fattore di rischio sul tumore al fegato in Europa, evidenziando che il 47% dei casi di carcinoma epatocellulare era associato al fumo di tabacco, constatando inoltre che in Europa i casi di malattia associati alla dipendenza da tabacco superano quelli associati al virus dell’epatite, anche se non ci sono dati scientifici che dimostrano che l’abitudine al fumo provochi di per sè il carcinoma epatico. Se i soggetti presentano comunque già altri fattori di rischio, il pericolo dell’insorgenza del tumore al fegato rappresenta una ragione in più per smettere di fumare.

 

 

infezioni croniche: rappresentano il più importante fattore di rischio, possono essere causate da virus epatici di tipo B e C, trasmessi attraverso il sangue o i rapporti sessuali o in gravidanza, da madre a figlio. Le epatiti virali sono spesso asintomatiche, ma la loro presenta è rilevabile attraverso un semplice esame del sangue. Se l’epatite diventa cronica può causare, anche dopo molti anni, la degenerazione tumorale degli epatociti.

sesso: gli uomini sono i più soggetti a carcinomi epatici

familiarità: se si ha un parente di primo grado che ha avuto un tumore al fegato, il rischio di sviluppare la stessa neoplasia va moltiplicato per 3. Lo ha scoperto una ricerca italiana frutto della collaborazione tra Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, l’Istituto Tumori Fondazione Pascale di Napoli e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano.

 

età: la percentuale di persone colpite da tumore al fegato aumenta in proporzione con l’età. Il 70% dei casi riguarda persone che hanno all’incirca 65 anni.

 

aflatossine nei cibi: sono micotossine prodotte da due specie di Aspergillus, un fungo che si trova in particolare nelle aree caratterizzate da un clima caldo e umido. Poiché le aflatossine sono note per le loro proprietà genotossiche e cancerogene, l’esposizione attraverso gli alimenti deve essere il più possibile limitata. Si possono sviluppare anche in ambienti estramente poveri di acqua, contaminando cereali, grano, soia, caffè, arachidi. Alcuni alimenti servono da ingredienti base per altri prodotti (es. farina) oppure per alimentare gli animali, per cui vi è un notevole spettro di prodotti a rischio. Possono causare intossicazione cronica e irreversibile fino allo sviluppo di forme tumorali molto gravi. L’organo più colpito risulta il fegato con cirrosi e/o carcinomi.

abuso steroidi metabolizzanti: si tratta di sostanze sintetiche derivate dall’ormone maschile testosterone. L’abuso degli steroidi associato a tumori epatici e cirrosi (malattia cronica del fegato, caratterizzata dalla progressiva distruzione dl tessuto epatico, sostituito da tessuto fibroso inerte. Queste patologie possono provocare emorragie interne.

Per prevenire l’insorgenza del tumore al fegato è fondamentale curare l’alimentazione, ricordando che frutta e verdura aiutano l’organismo a liberarsi delle tossine, sostenendo le funzioni intestinali. Un valido aiuto è offerto dal consumo di vitamina E, un antiossidante naturale contenuto in semi e oli da loro derivati, cereali, ortaggi, frutta fresca e secca. Si ad aglio, cipolla, soia, carciofi, latte scremato, yogurt contenente probiotici, che aiutano la mucosa intestinale ad adempiee meglio alle sue funzioni di barriera alle tossine, legumi, pesce magro per 3 volte a settimana, arachidi, noci e semi, asparagi e thè verde. E’ fondamentale bere molto per depurare l’organismo e favorire l’evacuazione intestinale, aiutando il fegato a lavorare bene. Vediamo ora i cibi da bandire: affettati e salumi, cibi ricchi di burro, fritti, troppo salati, eccessivamente cotti, dolciumi, condimenti piccanti, bibite zuccherate e gassate. E’ assolutamente sconsigliato l’abuso di liquore, vino e birra. Non è un mistero che molti dei nemici del fegato, favoriscono l’aumento di peso, potenziando il tessuto adiposo e l’obesità, come abbiamo visto, è uno dei fattori di rischio del tumore al fegato!

 

( Fonte www.meteoweb.eu )

 

Annotazioni a margine

Interessante ed istruttivo l’articolo riportato sopra, quindi molto meglio bere poco vino ma di grande qualità !

RG