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Svarioni di fine anno

Che il web sia ormai diventato una giungla è assodato.

 

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Il problema è che il web, internet, i social, hanno allargato a dismisura ed alla portata di tutti la possibilità di scrivere tutto di tutto, molto democratico se vogliamo, ma anche molto controproducente.

Mi riferisco al fatto, per rimanere nel settore enologico, del quale mi occupo da circa 30 anni, che negli ultimi anni sono comparsi sulla scena orde di giovani baldanzosi e pimpanti, che per il solo motivo di avere frequentato , a volte e non sempre, i tre corsi Ais od Onav ecc., si sentono in grado di scrivere di vino, enogastronomia, abbinamenti, come fossero esperti e preparati in materia.

Un conto è trovarsi al bar per passare qualche ora in compagnia e poter anche sproloquiare, ” verba volant ” dicevano i latini, ma aggiungevano anche ” scripta manent “.

Ovvero prima di scrivere qualcosa, sarebbe opportuno documentarsi ed essere certi che quanto scritto corrisponda a ” cosa buona e giusta “, ovvero sia certo.

E’ di ieri un trafiletto su un quotidiano bolognese, dove un gourmet, che non conosco, ha scritto una sfilza di inesattezze e castronerie vere e proprie, magari anche retribuite dal giornale, ma quest’ultimo aspetto non cambierebbe di una virgola il contenuto dell’articolo.

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Le castronerie piu’ macroscopiche :

1) inizierei il cenone con un collaudatissimo prosecco Ferrari Brut, che mette sempre di buon umore.

Effettivamente mette di buon umore, o forse no, in quanto il Ferrari Brut non è un prosecco, ma un metodo classico trentino, fatto non con uve glera dalle quali si ricava il prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, ma con uve di chardonnay ( link :http://www.ferraritrento.it/collezione/ferrari-brut/ );

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2) per gli abbinamenti non è molto chiaro in cosa consiste il menu’, abbina una nosiola trentina con il riso. Quale preparazione ha questo riso ? Il vino va abbinato in base agli ingredienti del risotto, ma non avendolo specificato rimaniamo fiduciosi sulla qualità della nosiola citata, conoscendo la qualità dei vini di questa azienda ;

 

3) affermazione quanto mai impegnativa e fuori da ogni logica ” Il Roero Arneis Batasiolo, a mio parere il miglior vino bianco fermo che abbiamo in Italia ” . Appunto a suo parere.

 

4) dulcis in fundo abbinare al dolce uno spumante brut, ovvero secco, o uno champagne. Uno degli errori piu’ macroscopici che ogni appassionato , peggio se addetto ai lavori ( meglio sarebbe in questo caso non si fosse occupato di vino ) possa commettere. Ai dolci vanno sempre abbinati vini dolci e/ o passiti, ed anche spumanti demi sec !

 

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( passito di Pantelleria )

 

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Ho voluto segnalarvi questo articoletto, apportando le mie osservazioni e correzioni, per evitarvi di rovinare il cenone di fine anno, certo che in moltissimi locali italiani, a fine pasto serviranno prosecco o spumante metodo classico brut, ovvero secco !

 

Buon anno a tutti Voi ed alle persone che Vi sono care

Roberto Gatti